Classi di fuoco

Il Comitato Europeo di Normazione (CEN) ha sancito una classificazione delle varie classi di fuoco a seconda del tipo di combustibile. Le classi riconosciute a livello europeo sono cinque (A, B, C, D, F) più una (E), non prevista dalla classificazione CEN, ma prevista a livello internazionale. È obbligatorio indicare sull’etichetta dell’estintore la sua capacità di spegnimento e la classe di fuoco per cui è stato pensato. Ogni estintore deve provare la propria capacità di spegnimento tramite una o più serie di prove di spegnimento su un focolaio tipo, ognuna consistente in tre prove. Se due su tre prove vengono superate, cioè se l’estintore riesce a spegnere completamente il focolaio senza che si produca alcuna ripresa di fiamma nei 3 minuti successivi allo svuotamento completo dell’estintore, la serie si può considerare superata. Non c’è limite al numero di serie di prove a cui sottoporre lo stesso tipo di estintore. La numerazione presente sulle etichette segue la successione di Fibonacci, con esclusione dei valori 0, 1, 2 e 3 e dei valori 5 e 45 per i fuochi diversi dal tipo A. Ai valori della successione di Fibonacci si aggiungano i valori 27, 43, 70, 113 e 183.

  • Fuochi di classe A, generati da combustibili solidi, con l’esclusione dei metalli. In questa classe, rientrano i fuochi generati da materiali quali il legno, la carta, i materiali tessili, le pelli, la gomma;

Il focolaio tipo per i fuochi di classe A è costituito da una catasta di travi di pino, la cui umidità varia dal 10 al 15%, dell’altezza di 54,6 cm e larga 44 cm. La profondità varia: le travi sono posizionate a una distanza di 10 cm l’una dall’altra, e il numero che andrà sull’etichetta dell’estintore sta a indicare il numero delle travi che costituiscono la catasta sul lato della profondità. La catasta viene collocata sopra una vasca d’accensione, la cui lunghezza supera di 10 cm la profondità della catasta, larga 60 cm e profonda 10. La vasca è riempita per 3 cm d’acqua, e sopra lo strato d’acqua viene versato uno strato di propano pari a 0,5 cm. Dopodiché questo viene incendiato, la vasca è lasciata sotto la catasta per 2 minuti, per poi essere ritirata. Il legno viene fatto bruciare per altri 6 minuti; si procede alla prova di spegnimento solo dopo che questo lasso di tempo è passato.

  • fuochi di classe B generati da combustibili liquidi e da solidi liquefabili. In questa classe rientrano i fuochi generati da materiali quali l’alcol, i solventi, gli oli minerali, gli idrocarburi, le benzine;

I focolari tipo per fuochi di classe B vengono effettuati in recipienti cilindrici in lamiera di acciaio saldata. La dimensione della vasca varia a seconda della capacità estinguente dell’estintore, si va dai 92 cm di diametro ai 3 m e dai 15 cm di profondità ai 20 cm, sempre per uno spessore di parete di 2,5 mm (2 mm nel caso di un estintore 21B). La vasca è riempita con acqua ed eptano, in proporzione 1:3, con l’eptano che naturalmente galleggia sulla superficie dell’acqua. Si procede con la prova come per i fuochi di classe B (si lascia bruciare per 8 minuti, si procede con l’estinzione, a estintore completamente svuotato ci si assicura che le fiamme siano del tutto estinte e che per i successivi 3 minuti non ci siano ritorni di fiamma).

  • fuochi di classe C generati da combustibili gassosi. In questa classe rientrano fuochi generati da metano, butano, idrogeno, acetilene, propilene;

Il focolaio tipo per i fuochi di classe C è realizzato tramite due bombole di gas propano allo stato liquefatto, ciascuna del peso di 25 Kg, aventi valvole del diametro di 7 mm, unite in parallelo ad un tubo collettore aventi valvole del diametro interno di 25 mm. Un diaframma di 7 mm di diametro è fissato all’uscita della valvola a chiusura rapida ed è seguito da un tubo di 2 m di lunghezza e di 22 mm di diametro. Il gas viene incendiato dopo aver aperto la valvola a chiusura rapida all’uscita del tubo; non è richiesto alcun tempo di combustione libera. Nel caso di estintori di carica superiore ai 3 Kg, il focolaio tipo deve essere spento almeno due volte con lo stesso estintore.

  • fuochi di classe D generati da metalli combustibili. Appartengono a questa classe i fuochi generati da potassio, magnesio, zinco, zirconio, titanio. Le norme ISO prevedono una classificazione maggiormente dettagliata per questa categoria;

Per questa classe di fuoco non esistono focolai tipo.

  • fuochi di classe F (classe introdotta con la norma EN.2 del 2005) generati da oli e grassi in apparecchi per la cottura;

Il focolaio tipo per questa classe è realizzato in una vaschetta di lamiera di acciaio, spessa 2,25 mm e profonda dai 17 ai 25 cm, che simuli una friggitrice. Come materiale combustibile viene usato olio vegetale commestibile puro, la cui temperatura di autoaccensione varia dai 330° ai 380°.

 

  • fuochi di classe E (classe non prevista dalla classificazione CEN) generati in apparecchiature elettriche in tensione. Fanno parte di questa classe i fuochi generati in apparecchiature quali trasformatori, alternatori, interruttori, quadri elettrici. La classe E non è indicata sull’estintore da un pittogramma, ma attraverso la scritta “UTILIZZABILE SU APPARECCHI ELETTRICI IN TENSIONE”.

Per quanto riguarda i fuochi di tipo E, viene solamente richiesta una prova dielettrica che dimostri la capacità di non condurre elettricità da una sorgente elettrica all’operatore dell’estintore.

 

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