Sostanze pericolose

Sostanze-pericolose-2015

2) SOSTANZE PERICOLOSE

2.1)____Sostanze pericolose ____________________
• Gli stati di aggregazione della materia sono: solido, liquido e gassoso.
• Per far passare una sostanza da uno stato all’altro, bisogna agire sulla temperatura o sulla
pressione (passaggio di stato)
• I passaggi sono:
– solido > liquido = fusione
– liquido > solido = solidificazione
– liquido > gas = ebollizione
– gas > liquido = condensazione (o liquefazione)
– solido > gas = sublimazione
– gas > solido = brinamento
• Il punto di fusione è la temperatura alla quale avviene il passaggio da solido a liquido
(alla pressione atmosferica).
• Il punto di ebollizione è la temperatura alla quale avviene il passaggio da liquido a gas
(alla pressione atmosferica)
• La tensione di vapore, in un sistema chiuso (pentola con coperchio o una bombola) è il
valore della pressione alla quale un liquido e il suo vapore sono in equilibrio.
• In un recipiente aperto non si instaura equilibrio, perché vi è una continua dispersione
delle molecole evaporate.
• Ad equilibrio raggiunto, la tensione di vapore è detta pressione di saturazione.
• Il processo dell’evaporazione avviene soltanto in superficie e non all’interno della massa
(come nell’ebollizione), ed è soltanto più intenso quanto più alta è la temperatura.
• All’aumento della temperatura aumenta la quantità di sostanza che evapora e pertanto aumenta
la tensione di vapore.
• Il punto di infiammabilità è la più bassa temperatura alla quale un liquido combustibile
emette vapori in quantità tali, da formare con l’aria una miscela che si accende in presenza
di un innesco.
• La combustione è una reazione chimica nella quale un combustibile, sostanza ossidabile,
reagisce con un comburente (es.: ossigeno), sostanza ossidante, liberando energia, in genere
sotto forma di calore.

• Il calore che si genera durante una combustione innalza la temperatura delle sostanze
partecipanti, per cui esse liberano energia elettromagnetica nel campo del visibile
(fiamme).
• Le sostanze combustibili più comuni sono composte principalmente da idrogeno e carbonio.
• Nelle combustioni complete si ha formazione di vapore acqueo e anidride carbonica.
• Se l’aria non è sufficiente, si ha una combustione incompleta con produzione di monossido
di carbonio.
• In una combustione si formano anche dei fumi, che non sono altro che il prodotto di reazione
di altre sostanze che partecipano al fenomeno, come lo zolfo, sostanze organiche,
gas come l’azoto, ecc.
• In una miscela combustibile-comburente, l’innesco fornisce la temperatura necessaria per
l’inizio della combustione. La propagazione della fiamma, da quel punto, può aver luogo
con la velocità a cui il calore sviluppato della combustione riesce a portare alla temperatura
necessaria le zone vicine.
• Il limite inferiore di infiammabilità è la più bassa concentrazione in aria di gas di un
combustibile, al di sotto della quale non si ha accensione in presenza di innesco.
• Il limite superiore di infiammabilità è la più alta concentrazione in aria di gas di un
combustibile, al di sopra della quale non si ha accensione in presenza di innesco.
• Il campo di infiammabilità è determinato dal limite inferiore e superiore di infiammabilità.
• All’interno del campo di infiammabilità, c’è il campo di esplosività. anch’esso delimitato
da un limite inferiore e superiore di esplosività.
• L’ampiezza del campo di infiammabilità dei combustibili, dipende dalla loro reattività.
• In relazione al punto di infiammabilità, secondo il DM 31/07/1934, i combustibili liquidi
si suddividono in:
– Categoria A: liquidi infiammabili con punto di infiammabilità < 21° C - Categoria B: liquidi infiammabili con punto di infiammabilità tra 21° e 65° C - Categoria C: oli combustibili con punto di infiammabilità tra 65° e 125° C e > 125° C
• La temperatura di accensione è la più bassa temperatura che deve raggiungere una sostanza
combustibie perché possa accendersi spontaneamente e bruciare senza innesco.

• La temperatura di combustione è la massima temperatura teorica dei prodotti di combustione
di una sostanza combustibile (idrogeno: 2205° C).
• Il peso specifico relativo all’acqua, è il rapporto tra peso della sostanza allo stato liquido,
e quello di un ugual volume di acqua a pressione e temperature ambiente. Se il combustibile
ha una densità inferiore all’acqua (<= 1), gallegerà su di essa, se è superiore andrà a fondo. • La densità di vapore relativa all’aria, è il rapporto tra il peso della sostanza allo stato di vapore e quello di un ugual volume di aria a pressione e temperatura ambiente. Se è maggiore di 1, il gas o i vapori tenderanno a stratificarsi verso il basso, se è inferiore a 1, i gas o i vapori tenderanno a salire verso l’alto. • Il potere calorifico di un combustibile, è la quantità di calore sviluppato dalla combustione completa dell’unità di massa o di volume del combustibile stesso, e si esprime in MJ/Nm³ (megajoule al Normal metro cubo) per i combustibili gassosi, e in MJ/Kg per quelli liquidi o solidi. • La scala cromatica delle temperature, può essere utile per conoscere, indicativamente, la temperatura raggiunta in un incendio, osservando il colore delle fiamme, confrontandolo poi con la tabella della scala su indicata. • Una sostanza è detta neutra o inerte, se non partecipa alla combustione, e pertanto non è infiammabile, comburente o tossica. • Una sostanza neutra diventa pericolosa, quando la sua concentrazione nell’ambiente è così elevata, da diventare asfissiante (in un ambiente dove l’ossigeno è ridotto al 18%, la respirazione diventa difficoltosa). • Ogni combustibile ha, nei confronti della combustione, un’attitudine propria ed un proprio comportamento, che sono definiti dalle seguenti grandezze: a) Temperatura d’autoaccensione b) Limiti d’infiammabilità c) Campo d’infiammabilità d) Limiti di esplosività • Un gas comburente partecipa alla combustione, la attiva e la mantiene anche in assenza di aria. • Il più noto e diffuso comburente è l’ossigeno; altri comburenti a base di ossigeno sono: il protossido di azoto, il biossido di azoto e l’ossido di azoto. • Nella categoria dei comburenti rientrano anche gli alogeni (fluoro e cloro), e quindi le sostanze capaci di liberarli. • I gas comburenti sono ordinariamente conservati compressi e liquefatti. • Le sostanze fortemente reattive o instabili, danno luogo a trasformazioni con manifestazioni più o meno rapide dell’innalzamento della pressione, del rilascio termico e dell’eventuale scoppio del contenitore, ecc… • I gas fortemente reattivi sono conservati in contenitori predisposti in modo da prevenire le azioni che possono causare l’instabilità del gas. • Tra le sostanze tossiche, oltre i gas, troviamo anche le polveri, fumi, nebbie ed aerosol. Queste sostanze possono entrare nell’organismo per inalazione, assorbimento cutaneo o per via gastrointestinale. Gli effetti possono essere locali o generali, temporanei o permanenti. • Gli aeriformi, tra le sostanze tossiche, possono essere: a) Irritanti; b) Asfissianti; c) Narcotici; d) Veleni; e) Tossici; f) Allergizzanti; • Gli irritanti attaccano le mucose e, principalmente l’apparato respiratorio (ammoniaca, anidride solforosa). Gli irritanti moderatamente solubili o insolubili, tendono a penetrare all’interno dell’apparato respiratorio, sino ad attaccare gli alveoli polmonari (Alogeni, Ozono, Pentacloruro di Fosforo, Tricloruro di Fosforo, Ossido di Azoto, Fosgene). • Gli asfissianti interferiscono con i processi di scambio di ossigeno, Quelli semplici sono noti anche come soffocanti (anidride carbonica, idrogeno, azoto, metano…); il loro effetto dannoso si elimina rimuovendo la causa. Quelli chimici (ossido di carbonio, acido cianidrico, anilina, nitrobenzene, nitrito di sodio, acido solfidrico), agiscono a livello dei trasportatori di ossigeno (sangue), danneggiandoli in modo stabile; non si possono eliminare facilmente. • I narcotici deprimono l’attività del sistema nervoso centrale e procurano incoscienza. • I veleni compromettono e distruggono gli organi interni del corpo umano. Gli effetti vanno dall’irritazione, all’infiammazione, alla necrosi del tessuto, alla paralisi e alla morte. • I tossici agiscono sul sistema nervoso centrale, sul sistema emopoietico e su determinati organi, alterandone il funzionamento. Possono essere caratterizzati anche da azione teratogena (alterazione del feto), cancerogena, mutagena (alterazioni del materiale genetico). • Gli allergizzanti provocano fenomeni di allergia varia. • La dose letale, è la quantità di sostanza tossica, espressa in milligrammi, per chilogrammo di peso corporeo, che provoca in una data popolazione di cavie, una prefissata percentuale di decessi (per esempio, il 50%). Se la somministrazione è effettuata per inalazione, la concentrazione letale è indicata con CL, se è eseguita per assorbimento cutaneo oppure orale è indicata con DL. • Anche le polveri si possono classificare in base agli effetti biologici che producono sull’organismo. Ci sono polveri ad azione: a) Fisica; b) Chimica; c) Infettante; d) Allergizzante; e) Radioattiva; • L’azione fisica prevalente delle polveri è quella meccanica che provoca processi irritativi acuti, subacuti o cronici a carico dell’apparato respiratorio, della pelle e degli occhi. (polveri silicee e d’amianto). • La polvere può avere un’azione chimica locale (polveri caustiche), o generale (polvere di piombo, nichel, cobalto, ecc…, e può dare reazioni tossiche patologiche in varie parti dell’organismo (piombo>saturnismo).
• Tra le polveri ad azione infettante ci sono quelle industriali dei residui animali.
• Tra le polveri ad azione allergizzante, ci sono le polveri di cemento.
• Le polveri radioattive sono quelle che si producono durante la lavorazione di sostanze
radioattive.
• Le sostanze corrosive aggrediscono i tessuti del corpo umano e i materiali (metalli, tessuti…)
con effetto distruttivo. L’effetto aggressivo si manifesta principalmente in presenza
di umidità.
• Una sostanza è considerata esplosiva, se per riscaldamento, urto o sfregamento, si decompone
violentemente sviluppando volumi di gas notevolmente maggiori del suo volume
iniziale, con effetti termici, luminosi e meccanici.
• La maggior parte degli esplosivi contiene ossigeno, idrogeno e carbonio, fanno eccezione
gli azotidrati dei metalli pesanti che non li contengono.

• Sono due le velocità della reazione esplosiva:
a) deflagrazione; reazione di combustione (durata della reazione dell’ordine del secondo)
veloce con un aumento di pressione sino ad 8 atm. Il fronte di fiamma si può
quantificare in m/s.
b) detonazione; reazione di combustione (durata della reazione dell’ordine del decimilllesimo
di secondo) con aumento della pressione sino a 40 atm. Il fronte di fiamma si
può quantificare in km/s.
Gli esplosivi si dividono in:
a) deflagranti o propellenti;
b) detonanti o propellenti;
c) primari o innescanti (fulminato di mercurio), che innescano la detonazione degli
esplosivi secondari.
• Un parametro importante è il volume di gas che un Kg di esplosivo può sviluppare:
1 Kg di niroglicerina, che esplode in un volume di 1 dm³. genera una pressione pari a
11.200 volte la pressione iniziale.
• Gli esplosivi più comuni sono:
a) Nitroglicerina
b) Tritolo
c) Fulminanti, azotidrati, stifnati
d) Polveri da sparo (polvere nera)
e) Nitrati
f) Clorati
g) Nitrato di cellulosa, nitrocellulosa
h) Pentrite
i) T4
• Gli esplosivi sono suddivisi in 7 classi:
Classe 1: Polveri da sparo
Classe 2: Miscugli di nitrato
Classe 3: Nitro-composti
Classe 4: Miscugli di clorato
Classe 5: Fulminanti
Classe 6: Munizioni
Classe 7: Fuochi artificiali
• Gli esplosivi di Classe 1, sono ulteriormente suddivisi in 6 divisioni di rischio.
• Quando i solidi combustibili sono finemente polverizzati, si comportano come i gas combustibili.
Queste polveri sono tanto più pericolose, quanto più sono finemente suddivise.
• Un gas è considerato leggero, se la sua densità è minore di quella dell’aria (idrogeno,
metano).

• Un gas è considerato pesante, se la sua densità è maggiore di quella dell’aria (GPL, acetilene).
• Gli aeriformi tenderanno a permanere nel luogo ove sono, se il valore della loro densità è
compreso tra 0,8 e 1,2.
• Sono compressi i gas conservati allo stato gassoso e a pressioni di solito rilevanti (metano,
aria compressa: 200-250 Kg/cm²).
• La pressione massima di carica, indica il valore massimo della pressione alla quale può
essere riempito il contenitore.
• I contenitori di gas compressi, vengono di norma collaudati ad una pressione (detta di
prova), non inferiore a 1,5 volte quella massima di carica, e comunque non inferiore a
10 Kg/cm².
• Un gas si dice liquefatto, se viene conservato allo stato liquido.
• La liquefazione di un gas può avvenire per sottrazione di calore, portandolo ad una temperatura
inferiore a quella di ebollizione, o per compressione (per liquefare l’ammoniaca
a pressione ordinaria, bisogna raffreddarla al di sotto di –33,4°C; per liquefarla a temperatura
ordinaria, 20°C, bisogna comprimerla a circa 9 atm).
• Per liquefare un gas mediante compressione, esso deve trovarsi al di sotto della sua temperatura
critica (o uguale).
• La temperatura critica, è quella temperatura al di sopra della quale non è più possibile liquefare
un gas, qualunque sia la pressione alla quale viene sottoposto.
• Prende il nome di pressione critica, quella necessaria per liquefare un gas alla sua temperatura
critica (la temperatura critica dell’ammoniaca è 132°C, e la sua pressione critica
è di 116 Kg/cm²).
• La liquefazione di un gas ha luogo con l’emissione di una notevole quantità di calore e
con la diminuzione del suo volume.
• I gas che hanno una temperatura critica abbastanza elevata rispetto alla temperatura ambiente,
vengono conservati liquefatti, allo scopo di ridurne il volume, allo scopo di ridurne
il volume, specialmente quando sussiste l’esigenza di detenerne grandi quantitativi.
• Si definisce rapporto di espansione di un gas liquefatto, il rapporto tra il volume occupato
una data massa di gas considerato allo stato aeriforme, e il volume occupato dalla
stessa quantità di gas considerato allo stato liquido. Questo valore varia da 7 a 800.

• Si dice grado di riempimento di un contenitore, il rapporto tra il volume occupato dal
gas in fase liquida, e il volume occupato dalla sua fase gassosa. La fase liquida, più pesante
riempie la parte inferiore, la fase gassosa, più leggera, riempe la parte superiore.
• Il cuscinetto costituito dalla fase gassosa, assorbe le dilatazioni della fase liquida, provocate
dalle variazioni della temperatura esterna, impedendo l’insorgere di bruschi innalzamenti
della pressione interna.
• Il grado di riempimento di un gas liquefatto, da la misura del volume del contenitore occupato
dal liquido, e si esprime anche in numero di chili di gas contenuti dal recipiente,
riferiti alla capacità del recipiente espressa in litri.
Sostanza C.di infiam. Temp.accen. Peso specifico Dens.Vapore
Min. Max Calorie
Acetilene 1,5 82 300° 0,9
Acetone 2,5 13 540° 0,79 2
Ammoniaca 15 18
Benzina 1 6,5 250° 0,7 3,5
Fosforo giallo 280°
Gasolio 0,6 6,5 220° 0,82 7
Idrogeno 4 75,6 560° 0,07
Metano 5 15 0,55
Nitrobenzolo 1,2
Ossido di carbonio 12,5 74,2 610° 0,97
Ossido di etilene 3 100 1,52
Pentano 1,3 7,6 420° 0,62 2,97
Scala cromatica temperature Temperature max combustibile
Colore Caloria Sostanza Caloria
Rosso nascente 525° Legno 1200°
Rosso scuro 700° Fiamma B. 1500°
Rosso ciliegia nascente 800° Petrolio 1800°
Rosso ciliegia 900° Carbon fossile 1900°
Giallo scuro 1100° Metano 2000°
Giallo chiaro 1200° Benzolo 2200°
Bianco 1300° Idrogeno 2200°
Bianco splendente 1400° Acetilene 2600°
Bianco abbagliante 1500° Arco voltaico 4000°

Polveri di limite inferiore Temperatura
infiammabilità di accensione
(g/m³) (C°)
Metalli
Alluminio 40 700°
Ferro 120 315°
Magnesio 30 600°
Manganese 210 450°
Zinco 480 680°
Materie plastiche
Gomma sintetica 30 320°
Polietilene 25 450°
Polistirolo 20 475°
Resine poliviniliche 40 450°
Prodotti agricoli
Amido 45 470°
Grano 100 470°
Legno 40 440°
Riso 45 490°
Zucchero 35 350°

I PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE
1) Gas di combustione: si intendono quei prodotti che restano allo stato gassoso anche dopo il raffreddamento alla temperatura di 15°C
Gas di combustione Pericolo Effetti Varie Sostanze di combustione
Ossido di carbonio Tossico Altera la composizione del sangue, (1,3% incoscienza e morte)-(0,4 letale in Sempre presente nella combustione in
incoscienza e morte dopo pochi minuti meno di 1 ora) – (0,15 ore 1) – (0,05 ore 3) ambienti chiusi
Anidride carbonica Asfissiante Accelera la respirazione 33% raddoppia la respirazione Grandi quantità negli incendi
Idrogeno solforato Molto tossico Attacca il sistema nervoso, affanno e Odore di uova marce Materiali che contengono zolfo, lana, gomblocco
della respirazione ma, pelli, carne, capelli
Anidride solforosa Irritante Mucose, occhi e vie respiratorie Abbondanza di aria Materiali che contengono zolfo
Ammoniaca Irritante Occhi, naso, gola e polmoni Impiegata negli impianti di refrigerazione Materiali che contengono azoto, lana, seta,
mezzora 0,25/0,65 mortale acrilici e fenolici
Acido cianidrico Altam.tossico Concentrazione dello 0,3 mortale Mandorle amare, combustioni incomplete Lana, seta, resine acriliche
Acido cloridrico Altam.irritante Concentrazioni di 1550 p.p.m. mortale Corrode metalli, odore pungente Materiali che contengono cloro, materie
Perossido di azoto Altam.tossico Concentrazioni 0,02/0,07 mortale. Colore rosso bruno
Aldeide acrilica o Altam.tossico Concentrazioni sup. 10 p.p.m. mortale
acroleina Irritante
Fosgene Altam.tossico Pericoloso nei luoghi chiusi
2) Calore: il calore che si sviluppa durante la combustione è la causa principale della propagazione dell’incendio. Le massime temperature sopportabili dall’uomo sono 150°C per breve tempo con aria secca e 50°C con
presenza di notevoli quantità di vapore acqueo. Tale valore è da misurare all’altezza della bocca dell’uomo (mt.1,70). Al soffitto la temperatura sarà maggiore.
3) Fiamma: aspetto della combustione che può caratterizzare l’andamento della combustione stessa.
4) Fumo: è costituito da piccolissime particelle solide o liquide. Le solide cono catrami, parti di carbonio e altre sostanze incombuste. Le liquide vapore acqueo formato da evaporazione, ma soprattutto dalla combustione
dell’isrogeno. Irritante alle mucose degli occhi e delle vie respiratorie, rende impossibile la presenza dell’uomo in breve tempo. E quindi il primo ostacolo da affrontare in caso d’incendio con soccorso persone
all’interno di locali chiusi. Se la percentuale d’ossigeno nell’aria è di solito il 21%, con la riduzione al 15% si possono avere fenomeni di mancanza di lucidità per scarsa ossigenazione del sangue. In percentuali
inferiori si perdono le facoltà di controllo od addirittura i sensi.

2.2)____Sostanze incompatibili ____________________
L’Acetilene non deve essere posta a contatto con il rame, argento, cloro, bromo e fluoro in quanto
formerebbe acetilutri (esplosivi).
L’Ammoniaca da luogo a reazioni esplosive con il mercurio, il calcio e gli alogeni.
L’Ossigeno a contatto con l’idrogeno forma miscele infiammabili ed esplosive.
Il Cloro reagisce fortemente con sostanze organiche, composti nitrici, ammoniaca, etc…
2.3)____Discariche ____________________
I rifiuti si dividono in:
• Urbani, provenienti da insediamenti civili
• Speciali, provenienti da lavorazioni industriali, artigianali, commerciali, ospedali.
• Tossici e Nocivi quelli compresi nella tabella PCB e PCT; non sono compresi quelli ra-
dioattivi, sfruttamento delle cave, carogne e rifiuti agricoli.
Per lo smaltimento dei rifiuti speciali, tossici e nocivi sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori
degli stessi. Le Province sono preposte al controllo dello smaltimento dei rifiuti avvalendosi
delle USL. Ogni fase dello smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi deve essere autorizzata. Per ogni
fase sono previsti appositi registri di carico e scarico.
Le norme ADR prevedono per il trasporto dei rifiuti tossici e nocivi, oltre alla normale etichettatura
e pannellatura, una targa metallica (40 cm.) a fondo giallo con la lettera -R- sui mezzi di trasporto e
una più piccola sui colli (15 cm.)
E vietato il trasporto di rifiuti tossici e nocivi incompatibili sullo stesso mezzo.

2.4)____Identificazione delle sostanze pericolose ____________________
Norme:
• ADR : Trasporto su strada
• RID : Trasporto ferroviario
• IATA : Trasporto aereo
• IMO : Trasporto marittimo
Le cisterne e i contenitori di materie pericolose devono essere identificate con apposite segnalazioni
di pericolo:
• Pannelli di pericolo
• Etichette di pericolo
2.4.1 Pannelli di pericolo
40 x 30 cm; di colore arancione; con bordo nero di 15 mm; posti uno davanti e uno dietro
ciascuno unità di trasporto. Si dividono in due spazi: in alto vi è il n° Kemler che è il n° che
identifica il pericolo ed è formato da 2 o 3 cifre; nello spazio inferiore vi è apposto il n° ONU
che identifica la sostanza.
Nel codice Kemler il primo n° identifica il pericolo primario connesso principalmente allo
stato di aggregazione:
2 = GAS
3 = LIQUIDO INFIAMMABILE
4 = SOLIDO INFIAMMABILE
5 = MATERIA COMBURENTE O PEROSSIDO ORGANICO
6 = MATERIA TOSSICA
8 = MATERIA CORROSIVA
Il 2° numero indica il pericolo secondario:
0 = NESSUN SIGNIFICATO
1 = ESPLOSIONE
2 = EMISSIONE GAS
3 = INFIAMMABILE
5 = PROPRIETA COMBURENTI
6 = TOSSICITA
8 = CORROSIVITA
9 = Pericolo per reazione dovuta a disgregazione spontanea o polimerizzazione.
Se le prime due cifre sono uguali indicano un accresciuto pericolo primario. Se alle cifre viene
anteposta una X non si deve utilizzare acqua. Il n° ONU è un numero di 4 cifre che identifica
la materia trasportata.

2.4.2 Etichettatura di pericolo
Deve essere posta sulle cisterne o contenitori movimentati su strada; viene applicata
direttamente sulle cisterne ed ha forma di un rombo quadrato di 30 cm di lato.
2.4.3 Etichettatura di imballaggio e confezioni
Sull’imballaggio devono apparire i simboli riportati nella tabella allegata. Questi simboli de-
vono essere accompagnati da una frase di rischio R e da consigli S.
Sull’imballaggio deve apparire un richiamo ai rischi specifici. Se il contenuto dell’imballag-
gio non supera i 125 ml non è necessario ricordare i rischi specifici.
Numeri “Kemler” = Identificazione del pericolo
n° Pericolo principale n° Pericolo secondario
2 Gas 0 Nessun significato
3 Liquido infiammabile 1 Esplosione
4 Solido infiammabile 2 Emissione di gas
5 Materiale Comburente o perossido organico 3 Infiammabile
6 Materiale tossico 5 Proprietà comburenti
8 Corrosivo 6 Tossicità
8 Corrosività
9 Pericolo di reazione dovuta a decomposizione
spontanea o a polimerizzazione
X = aggiunta davanti alla prima cifra = reagisce violentemente con l’acqua
66 = materia estremamente tossica
33 = liquido altamente infiammabile (sotto i 21°C)
88 = materia estremamente corrosiva
22 = gas refrigerato
42 = solido che a contatto con l’acqua può emettere gas
44 = solido che a temperature elevate si trova allo stato fuso
33 numero di identificazione (2 o 3 cifre)
numero identificazione materia (4 cifre)

Trasporti su strada e ferrovia
Classi Trasporto su strada “ADR” Classi Trasporto su ferrovia “RID”
1 a Materie ed oggetti esplosivi 1° Infettanti
1 b Oggetti caricati con materie esplosive 2° Corrosivi
1 c Mezzi di accensione, artifizi e merci simili 3° Veleni
2 Gas compressi, liquefatti o disciolti sotto pressione 4° Materie solide di facile accensione
3 Materie liquide infiammabili 5° Materie comburenti
4.1 Materie solide infiammabili 6° Materie soggette ad accensione spontanea
4.2 Materie soggette ad accensione spontanea 7° Decomponibili e tensivi
4.3 Materie che a contatto con l’acqua, sviluppano gas
infiammabili
8° Materie liquide infiammabili
5.1 Materie comburenti 9° Perossidi organici
5.2 Perossidi organici 10° Materie accendibili per sfregamento e materie che
si accendono a contatto con l’aria
6.1 Materie tossiche 11° Mezzi di accensione – munizioni per armi portatili
e materiali fumogeni – giocattoli pirici
6.2 Materie ripugnanti o che possono causare infezioni 12° Esplosivi veri e propri , munizioni prive d’innesco
7 Materie radioattive 13° Artifizi e miscugli pirotecnici per illuminazione,
per segnalazioni e spettacoli
8 Materie corrosive 14° Inneschi detonanti e munizioni innescate
15° Materie radioattive
Trasporto aereo: regolamento dalle norme internazionali “IATA”, che prevedono sulle confezioni e sugli imballi le stes-
se classi di pericolosità adottate nel trasporto su strada.
Trasporto marittimo: vedi sopra
Colorazioni ogive bombole
Sostanza Colore ogiva Sostanza Pericolo secondario
Acetilene Rosso ossido Cloro Giallo
Ammoniaca Giallo Elio Marrone
Anidride carbonica Grigio scuro Etilene Rosso fuoco
Argon Verde scuro Idrogeno Rosso fuoco
Aria Verde chiaro Metano vc senza colore
Azoto Nero Ossigeno Bianco
Butano vc avorio Propano vc granata
Ciclopropano vc arancione Protossido d’azoto Blu scuro

Tabella dei rischi
Sostanza
Sostanze solide infiammabili 1
Sostanze che sviluppano gas a contatto con l’acqua 2
Sostanze comburenti 3
Sostanze nocive 4
Sostanze tossiche e corrosive 5
Sostanze radioattive 6
Liquidi altamente infiammabili, tossici e/o corrosivi 7
Gas altamente infiammabili 8
Sostanze soggette ad accensione spontanea 9
Esplosivi 10
Esplosivi 1.4 11
Perossidi organici 12
Rischi salute:
3 – 4 – 5 – 6 – 9 – 12
Producono tutti gas tossici e quasi sempre irritanti e corrosivi.
L’acqua utilizzata per lo spegnimento provoca inquinamento.
Possono causare la morte se inalati o ingeriti.
1 – 4 – 5 – 7 – 8 – 9 – 12
Causano ustioni alla pelle ed agli occhi.
Protezioni individuali:
Tuta specifica per: 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 8 – 12
Guanti, autoprotettore e stivali specifici per:
1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 12
Azioni di emergenza:
Isolamento della zona (100-500 mt) per tutti.
Isolamento della zona per grosse perdite (800-1500 mt) per tutti
Non usare acqua o schiuma per 2 e 9

Un gas contenuto in un contenitore, riscaldato aumenta la pressione all’interno con il possibile relativo
scoppio.
Pool fire = incendio di pozza irraggiamento
Tank fire = incendio liquido in serbatoio irraggaimento
Jet fire = perdita di gas da recipiente in pressione irraggiamento
dardo di fuoco
UVCE = perdita di gas superiore a 5 tonnellate irraggiamento
onda d’urto
CVE = perdita di gas o vapore in ambiente chiuso onda d’urto
BLEVE = liquido surriscaldato frammenti
onda d’urto
Fire ball = perdita vapori irraggiamento
bruciano i contorni
2.5)____Incidenti coinvolgenti sostanze combustibili (interventi con contenitori di gas comb.)
2.5.1 Consigli:
• Non usare fiamme per la ricerca delle perdite, ma acqua saponata.
• Osservare il manometro dopo aver chiuso le valvole, per rilevare delle perdite.
• Aprire gradualmente le valvole, se necessario usando una chiave corta.
• Non stringere i raccordi con i tubi in pressione, per eliminare le perdite; scaricare prima
la pressione.
2.5.2 Informazioni da acquisire dal momento della richiesta d’intervento:
• Tipo incidente.
• Stato fisico del gas, dove è contenuto e sue caratteristiche.
• Condizioni di riempimento contenitori.
• Stato dei luoghi (ubicazione, distanze da altri serbatoi e da edifici….)
• Condizioni al contorno (strade, linee elettriche, abitazioni, attività pubbliche…)
• Risorse idriche.
• Conoscenza dell’impianto e presenza di tecnici per l’intervento.
• Condizioni meteo: in particolare vento e sua direzione.

2.5.3 Provvedimenti da attuare:
• Ricognizione possibilmente con i tecnici dell’azienda.
• Messa in sicurezza della zona dell’impianto.
• Attivare i sistemi di raffreddamento ad acqua nebulizzata.
• Disporre l’avvicinamento delle APS e stendimento condotte.
• Evitare il verificarsi di tutte le situazioni che possano costituire fonte di innesco.
• Agire perpendicolarmente all’asse longitudinale dei serbatoi.
• Assicurarsi con l’esplosimetro la sicurezza delle postazioni e dei luoghi sospetti.
• Attivare impianto di innertizzazione (se manuale).
• Togliere collegamenti flessibili dai recipienti.
• Operare correttamente equipaggiati e proteggere con acqua nebulizzata le spalle degli
operatori che intercettano la fuga di gas.
• Eliminare la fuga chiudendo le valvole a monte oppure otturando la perdita (stucco,
tappi…)
2.5.4 Caso in cui non vi è incendio
Gas più leggeri dell’aria (metano, idrogeno…)
Se a cielo aperto con ventilazione tale che non consente la formazione di miscele esplosive:
lasciare disperdere il gas nell’aria dopo aver chiuso la valvola a monte; in caso contrario
vedi parte precedente.
Gas più pesanti dell’aria
GPL
• 60% Butano – 40% Propano (non deve mai essere inferiore al 20%)
• stratifica al livello del terreno
• allo stato liquido la perdita si manifesta sotto forma di nebbiolina (GPL condensato in
via di evaporazione)
• non visibile allo stato di gas
• un serbatoio con la sola fase gassosa collasserà prima di uno pieno di fase liquida, in
caso di incendio.
• disperdere con getti di acqua nebulizzata, allontanando la nube da possibili fonti di
innesco
• operare sopravvento
• interdizione circolazione veicolare in particolare nelle zone sottovento ed a quota
inferiore
• motoventilatore in posizione premente nei locali interrati
• prestare attenzione alla presenza di pozzetti e reti fognarie che possono convogliare il
gas anche a grande distanza
• l’eliminazione della perdita non corrisponde all’eliminazione del pericolo
• effettuare eventuale svuotamento solo a mezzo di pompa poiché per compressione si
incrementa la perdita

2.5.5 L’incendio non interessa ancora il contenitore di gas
• intercettare l’arrivo dei gas
• raffreddare i contenitori
• spegnere l’incendio nelle vicinanze
• eventuale travaso del gas
Effetti della temperatura elevata:
• aumento della pressione interna del contenitore con azionamento delle valvole di
sovrappressione; fenomeni possibili JET-FIRE, FIRE-BALL, UVCE
• collasso del serbatoio per la differenza termica dell’involucro del contenitore, nella zona
di separazione fra la fase liquida e quella gassosa. Fenomeni di BLEVE, FIRE-BALL e
UVCE
N.B. i gasometri vuoti sono da temere poiché al loro interno si possono formare miscele aria/gas
pericolose.
2.5.6 L’incendio ha già interessato il gas presente nei contenitori
• non spegnere, di norma, l’incendio dei gas che escono dalla valvola di sicurezza dei
serbatoi prima di aver eliminato la causa (elevata pressione a seguito di elevata
temperatura)
• raffreddare intensamente i serbatoi in particolare nella parte superiore nel caso di gas liquefatti
e uniformemente nel caso di gas compressi
• in caso di esplosione, la proiezione di frammenti, in presenza di altre bombole, potrebbe
provocare effetto domino
• se la fuoruscita si verifica nella parte bassa del contenitore di gas liquefatto più leggero
dell’acqua (o nella parte alta per i gas più pesanti dell’acqua) si può immettere acqua in
pressione dalla bocca di carico della fase liquida . Raggiunta la quota della falla, l’acqua
blocca la perdita
• se la falla è nella parte alta si può tentare con l’immissione di gas inerte (azoto)
• nelle bombole di GPL, l dardo aumenta se la stessa è capovolta poiché il gas in fase liquida
che fuoriesce aumenta il suo volume di circa 260 volte.

2.5.7 Incidenti con contenitori di gas molto reattivi
Acetilene:
• viene disciolta in acetone o dimetilformammide in una massa porosa che occupa l’intero
volume del contenitore
• la massa porosa può essere costituita da impasti di sostanze inorganiche a base di cemento
kieselguhr, amianto
• composto assai reattivo (per pressioni sup. a 1,5 bar) con tendenza a dissociarsi nei suoi
componenti con una reazione fortemente esotermica, anche esplosiva. Sopra i 2 bar è assai
pericolosa.
• cause per l’avvio del fenomeno: riscaldamento sopra i 520°C del contenitore, scintilla nella
sua massa, urto violento, elettrizzazione del gas che fuoriesce troppo velocemente dal
contenitore, formazione ed esplosione di acetiluri in presenza di Cu o Ag, colpo di pressione
il fenomeno avvenuto determina temperature di 2500 – 3000°C
• è imcompatibile con gli alogeni
• le bombole non vanno utilizzate quando la pressione è scesa al di sotto dei 5 bar poiché
potrebbe verificarsi l’espulsione anche del solvente
• i contenitori potrebbero esplodere anche dopo un intenso raffreddamento
• a meno di 5 metri è difficile proteggersi fisicamente
• verificare la temperatura (evaporazione dell’acqua sul contenitore)
• dopo il raffreddamento interrare o immergere in acqua e lasciare per un paio di giorni
prima di procedere alla bonifica, lasciando uscire lentamente il gas
• in caso di dardo non spegnere, ma lasciare esaurire il gas o in caso di pericolo cercare di
chiudere la valvola.
2.6 Recupero di cisterne incidentate
Nel caso di cisterne contenenti gas tossici occorre valutare le caratteristiche chimico-fisiche
del prodotto, eventuali incompatibilità e del meccanismo di aggressione del tossico.
E preferibile provvedere al trattamento del tossico in loco predisponendo idonei impianti di ab-
battimento o di distruzione termica.
Per i gas refrigerati o criogenici pericolo per le basse temperature; per le piccole perdite l’uso
di acqua forma ghiaccio che limita la perdita.
E preferibile la depressurizzazione controllata con scarico in atmosfera o inviando il gas ad un
sistema di combustione controllata.
Per un contenitore di GPL incendiato: pericolo di BLEVE entro i 5’.
Lo scatto delle valvole di sicurezza manifestano un’insufficiente raffreddamento: intensificare
fino alla chiusura delle valvole.
Non spegnere eventuali dardi, ma controllare e raffreddare il serbatoio.
L’area interessata da miscela esplosiva aria/gpl può variare da poche decine di metri ad oltre
100 mt.
Utilizzare cravatte per tamponare falle sui tubi e spine coniche autofilettanti o cuscini gonfiabi-
li sulle pareti del contenitore.

Non smuovere la cisterna lesionata se non dopo aver effettuato la bonifica.
Lo svuotamento della cisterna può essere effettuato mediante: aspirazione del prodotto con
pompe, presurizzazione del recipiente con gas inerte (azoto – CO²), spiazzamento del prodotto
con acqua, a compressore.
Nel caso sia impossibile rimuovere tutto il contenuto, scaricare in atmosfera o metodo della
combustione a distanza (torcia mobile).
2.7 Tipologia di danni subiti dalle cisterne incidentate
Rotture
Ammaccature: pericolose sulle giunture o saldature, quando sono stirate e rigate, quando han-
no un raggio inferiore ai 10 cm.
Rigature o stiramenti: per profondità superiori a 1,5 mm non muovere fino al completo svuota-
mento.
Wheell burs: prodotto dallo sfregamento delle ruote metalliche a contatto con le pareti della ci-
sterna. Viene considerato pericoloso quando la rigatura supera i 3 mm.

 

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