Le prime divise dei pompieri contenenti amianto sono descritte nel 1848 dall’ ing. Francesco Del Giudice

Nell’ Opera “UNIVERSALITA’  DEI MEZZI DI PREVIDENZA, DIFESA, E SALVEZZA PER LE CALAMITA’ DEGL’ INCENDI” scritta dall’ing. Francesco Del Giudice nel 1848 DIRETTORE INTERINO DEL CORPO DEGLI ARTIGIANI-POMPIERI DELLA CITTA’ DI NAPOLI
SOCIO CORRISPONDENTE DELLA R. SOCIETÀ’ BORBONICA PER l’ ACCADEMIA DELLE
BELLE ARTI, DEL R. ISTITUTO d’ INCORAGGIAMENTO PER LE SCIENZE MATURALI, PROFESSORE ONORARIO DEL R. ISTITUTO DI BELLE ARTI DI NAPOLI , DELLA ACCADEMIA DELLE SCIENZE DELL’ ISTITUTO DI BOLOGNA –

XXXI. Verso il 1827 il cav. Giovanni Aldini pensò che si potessero comporre ad uso de’ Pompieri degli abiti di amianto ,tessendo appositamente questo minerale , e sovrapponendo agli abili così fatti delle reticelle metalliche. Così contò egli sul potere che ha l’ amianto di non alterarsi sensibilmente all’ azione sostenuta per qualche tempo di un fuoco ordinario, e sulla nota virtù delle reti metalliche d’intercettar la fiamma. Il minerale si trovava altre volte in vicinanza di Caristo , città dell’ isola di Eubea , e gli antichi ne fabbricavano una tela, nella quale ravvolgevano i corpi de’ grandi personaggi per abbruciarli, e raccoglierne le ceneri non miste a quelle del rogo. Il qual tessuto doveva essere rarissimo ai tempi di Plinio, e non comperarsi che a carissimo prezzo; imperocché egli ne paragona il valore a quello delle gemme più preziose: ciò per altro non par che sia confermato da Dioscoride , siccome lo è da Vormio. Checché ne sia , l’ amianto è oggi comunissimo : se ne trova in parecchie isole dell’ Arcipelago , in diverse parti della Baviera , in Inghilterra , in Ispagna, in Italia , e specialmente nella Valtellina, e nella Savoja ; ed è pur vero che l’ Aldini fu il primo che fece dell’ amianto l’ applicazione di che parliamo ; e giustamente essa gli procurò stima dai dotti , e considerazione universale, nonostante che alcune difficoltà s’ incontrino nell’ uso pratico di tal genere di soccorso . Santissimo era lo scopo che il benemerito e dotto italiano si proponeva , e però ben meritate sono le lodi che onorano e onoreranno sempre la sua memoria.

Cenni biografici di Giovanni Aldini

ALDINIGiovanni. – Nacque a Bologna il 16 apr. 1762 da una sorella di Luigi Galvani, e mantenne sempre ottimi rapporti con lo zio, che ne fece l’elogio in un’orazione latina (pubblicata a Bologna nel 1888), recitata in occasione della laurea conseguita a Bologna il 25 nov. 1782. Già lettore di fisica nell’università bolognese, ottenne una grande notorietà pubblicando, nel 1792, con una dissertazione e atcune note, la seconda edizione della prima Memoria galvanica sull’elettricità animale (De viribus electricitatis in motu musculari commentarius cum I. A. dissertatione et notis, Modena, 1792; trad. it. in Memorie ed esperimenti inediti di Luigi Galvani,Bologna 1937, pp. 83-230), che segua quasi l’inizio della famosa disputa tra la scuola di Bologna e quella di Pavia.
Chiamato nel 1798 alla cattedra di fisica di Bologna, lasciata dal suo maestro Sebastiano Canterzani, la mantenne, insieme con molte altre cariche scolastiche e accademiche, sino al 1807, quando fu nominato consigliere del Consiglio di stato di Milano. A Milano morì il 17 genn. 1834, e la sua salma fu trasportata a Bologna. Legò all’Accademia delle scienze dell’Istituto di Bologna i manoscritti dello zio che vi sono ancora conservati, e la propria discreta fortuna all’istituzione in Bologna di una scuola di fisica e chimica applicata ai mestieri per l’istruzione degli artigiani.
Strenuo difensore delle teorie sull’elettricità animale, le divulgò nei suoi frequenti viaggi in Italia, in Francia, in Inghilterra, e coi suoi numerosi scritti da lui stesso redatti o tradotti anche in francese e in inglese; ma erroneamente gli fu attribuito il fondamentale esperimento, proprio del Galvani, delle contrazioni ottenute ponendo direttamente a contatto i nervi crurali di una rana coi muscoli corrispondenti.
Oltre che alla difesa e alla divulgazione delle idee dello zio sull’elettricità animale, si dedicò allo studio delle applicazioni mediche dell’elettricità e a problemi tecnici: studiò la costruzione e il miglioramento dei fari; perfezionò la lampada di sicurezza di H. Davy; ideò un vestito incombustibile per uso dei pompieri, composto di due strati, uno interno di amianto, l’altro esterno di fitta rete metallica; propose procedimenti per la lavorazione dell’amianto, ai suoi tempi ancora scarsissimamente utilizzato.
Scritti principali: De animali electricitate dissertationes duae, Bononiae 1794; Essai théorique et expérimental sur le galvanisme avec une série d’expériences, 2 voll., Paris 1804; An account of the late improvements in Galvanism, with a series of curious and interesting experiments, London 1803; Osserv. sul flusso del mare, Bologna 1811; Sperienze sulla leva idraulica, Bologna 1811; Saggio esperimentale sull’esterna applicazione del vapore all’acqua dei bagni e delle filande a seta, Milano 1818; Generai views on the application of galvanism to medicai purposes principally in cases of suspended animation, London 1819; Saggio di osservazioni sui mezzi atti a migliorare la costruzione e l’illuminazione dei fari, Milano 1823; L’art de se préserver de l’action de la fiamme, Paris 1830.

Bibl
.: E. De Tipaldo, Biografia degli italiani illustri, IV, Venezia 1837, pp. 287-89; G. F. Rambelli, Biografia del Cav. G. A.,Bologna 1837; G. Grimelli, Argomento sperimentale esposto all’autore della Giunta alla collezione galvanica,in Giornale letterario e scientifico modenese, V (1842), pp. 337-355 (p.338); W. Fulton md H. Cusbing, A bibliogr. st. of the Galvani and the Aldini writings on animal electricity, in Ann. of Sc.,I (1936), pp. 357-372; Enc. It., sub voce.

 

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