80° anniversario della fondazione delle Scuole centrali antincendi di Capannelle. Auguri SCA! 80 anni e non sentirli

Oggi 5 agosto si celebrerà l’80° anniversario della fondazione delle Scuole centrali antincendi di Capannelle, con un’esibizione alle 19 della Banda musicale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco che si terrà nel cortile d’onore delle Scuole stesse.

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese deporrà una corona al sacrario dei caduti e inaugurerà il Museo storico del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Al concerto assisteranno il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, il capo Dipartimento dei Vigili del fuoco Laura Lega, il neo capo del Corpo nazionale Guido Parisi.

La celebrazione inizierà con la proiezione di un video commemorativo che racconta la storia di uno dei simboli più rappresentativi dei vigili del fuoco: si sono formati nelle scuole di Capannelle i pompieri d’Italia e ancora oggi dopo ottant’anni, le Scuole centrali antincendi, grazie ai suoi ampi spazi e moderni laboratori, formano e addestrano i vigili del fuoco, che svolgono al suo interno anche numerosi corsi di aggiornamento e specializzazione.

Per l’occasione è stato realizzato il portale della Memoria storica del Corpo Nazionale, raggiungibile al seguente link https://anniversario-sca.vigilfuoco.it/it, e si potrà visitare il museo storico delle Scuole centrali antincendi attraverso un tour virtuale, disponibile online a questo indirizzo https://anniversario-sca.vigilfuoco.it/it/museo-storico-scuole-centrali-antincendi.

Sarà possibile assistere alla diretta del concerto sul sito vigifuoco.tv a partire dalle 19.00, attraverso il link: https://www.vigilfuoco.tv/diretta-pubblica

 

La storia delle SCA

Le Scuole Centrali Antincendi vennero edificate tra il 1940 ed il 1941, nel quadro della riorganizzazione dei servizi antincendi italiani, come struttura destinata a formare il personale del nascente Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nella convinzione che proprio la formazione fosse il primo aspetto da curare con attenzione per garantire la realizzazione di un’organizzazione finalmente uniforme e moderna.

Le Scuole furono inaugurate nell’agosto del 1941 dall’allora Primo Ministro Mussolini accompagnato dal Direttore Generale dei Servizi Antincendi Prefetto Alberto Giombini e dal primo Comandante delle Scuole Ing. Fortunato Cini.

Tra il 1941 ed il 1943 vi si tennero diversi corsi tra cui quelli di aggiornamento per ufficiali e sottufficiali, motoristi navali, padroni di barca, armieri, radio operatori, specialisti cinofili, infermieri e via discorrendo.

Gli eventi legati alla guerra in corso costrinsero il personale a smobilitare la struttura nell’autunno del 1943 dopo il caos causato dall’armistizio dell’8 Settembre.

Nei mesi che seguirono le Scuole furono occupate prima da reparti della Wehrmacht germanica e successivamente dell’esercito degli Stati Uniti che ne fecero entrambi un ospedale militare per via della sua vicinanza con il fronte apertosi dopo lo sbarco di Anzio del Febbraio 1944.

Le autorità militari alleate restituirono tardivamente gli stabili al governo italiano ed essi si trovavano in condizioni tali da richiedere una massiccia opera di ristrutturazione terminata solo nel 1949 quando le Scuole Centrali Antincendi ripresero le proprie attività.

Da allora, e per decenni, esse hanno formato intere generazioni di Vigili del Fuoco rappresentando un sito di fondamentale importanza per il Corpo Nazionale nonché le naturali custodi delle sue tradizioni storiche. Oggi, come ieri, le Scuole Centrali Antincendi sono una delle principali strutture della Direzione Centrale per la Formazione del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile.
Periodicamente vi svolgono corsi di specializzazione, di aggiornamento e di formazione per il personale neoassunto in servizio.

Nel 1941, a sancire l’importanza della struttura, sull’architrave esterno del porticato fu posta la scritta:«MICANTE, VELUT ORBIS TERRARUM LUX, MUSSOLINIANA MENTE, URBE IMPERATORIA DIGNISSIMAEORIUNTUR AEDES, UBI VIGILES ARTEM DISCENT, AD MAIUS FIRMAANDUM APTAM EORUM STUDIUM OPUSQUEPRO PATRIAE BONO ET VITA CIVIUM DIU INPENSUM; NOSCENT PRAESERTIM AUDENTIAM, ANIMUM, FIDEMQUE FASCIBUS INCONCUSSAM».

In seguito ai noti cambiamenti che seguirono il secondo conflitto mondiale il testo fu ovviamente modificato come segue: «MICANTE, VELUT ORBIS TERRARUM LUX CLARO ITALO INGENIO, URBE HUMANISSIMA DIGNISSIMAE ORIUNTUR AEDES, UBI VIGILES ARTEM DISCENTE, AD MAIUS FIRMANDUM APTAM EORUM STUDIUM OPUSQUE PRO PATRIAE BONO ET VITA CIVIUM DIU IMPENSUM; NOSCENT PRAESERTIM AUDENTIAM, ANIMUM, SUMMAM IN ALIOS LIBERALITATEM» («Sorgono edifici degnissimi dell’umanissima città, dove i vigili del fuoco impareranno l’arte, atta a rafforzare maggiormente la passione e la dedizione spesi quotidianamente per il bene della patria e la vita dei cittadini; impareranno principalmente l’audacia, il coraggio e la massima disponibilità verso il prossimo»).

Con l’entrata in vigore della Legge 398/2001, a seguito del processo di riorganizzazione del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, le Scuole Centrali Antincendi vengono scisse in 3 scuole distinte: l’Istituto Superiore Antincendi, il Centro Polifunzionale di Montelibretti, che diviene “Scuola di Formazione Operativa” e il complesso di Capannelle che diviene “Scuola per la Formazione di Base“.

Con Decreto Ministeriale dell’8 Aprile 2011 il Ministro dell’Interno On. Roberto Maroni dispone che la “Scuola per la Formazione di Base“, struttura dipendente dalla Direzione Centrale per la Formazione del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, riprenda il nome originario di “Scuole Centrali Antincendi“.

La Scuola vede tra i suoi compiti più importanti quello di formare ed addestrare i Vigili del Fuoco neo assunti che, prima di essere inviati presso i Comandi Provinciali, devono effettuare un corso di formazione professionale della durata di 1 anno.

Qui i futuri Vigili del Fuoco, oltre ad acquisire nozioni teoriche di base di fisica e di chimica, imparano a conoscere e ad utilizzare correttamente attrezzature e dispositivi di protezione individuale ed effettuano esercitazioni pratiche e simulazioni di interventi combinando l’utilizzo di mezzi ed attrezzature per imparare ad operare in sicurezza.

 

LIBRO: Le Scuole Centrali dei Servizi Antincendi

Roma – 1943 Anno XXI
 
Pubblicazione a cura di: Ministero dell’Interno Direzione Generale dei Servizi Antincendi
Anno di pubblicazione: 1943

MINISTERO DELL’INTERNO
DIREZIONE GENERALE DEI SERVIZI ANTINCENDI
LE SCUOLE
CENTRALI
DEI SERVIZI
ANTINCENDI
ROMA – 1943 ANNO XXI

«L’AVVENIRE ,È NOSTRO, È NELLE MANI SICURE, POICHÈ SARÀ IL PRODOTTO DEL NOSTRO
CORAGGIO E DELLA INESAURIBILE VOLONTÀ DI VITA E DI VITTORIA». MUSSOLINI

Le Scuole Centrali dei Servizi Antincendi, sorte
a Roma, inaugurate durante il nuovo conflitto mondiale, nel quale tutte le forze della Nazione sono impegnate con la fede che distingue l’Italia Fascista e le assicura la certezza della vittoria finale, sono una realizzazione che inette il nostro paese all’avanguardia anche
in questo settore, che tanto peso ha nella vita sociale,
sia in tempo di pace che in tempo di guerra.
Questa imponente opera non ha precedenti nelle
analoghe organizzazioni straniere: si tratta di un complesso veramente degno delle massime espressioni del
nostro tempo, sia nel suo meccanismo interno, sia nella
mole stessa che, con il suo aspetto, con la sua austera
semplicità, esprime altamente lo spirito innovatore che
anima l’Italia di oggi.
li fatto che le scuole siano sorte durante questa
guerra, che ha scopi ben definiti e fondati sulla volontà e sulla fede del popolo italiano, ha un altissimo
significato; rappresenta, infatti, l’organizzazione e la
preparazione razionale con cui il fronte interno è
disposto con salda disciplina ad affrontare la guerra
con lo steso spirito del guerriero.
Le Scuole dei vigili del fuoco sono veramente
realizzazioni esemplari degli ideali che hanno rinnovato attraverso il Fascismo lo spirito del popolo italiano.
Roma, 10 giugno 1943-XXI

IL COMPLESSO ARCHITETTONICO
Il grandioso complesso architettonico
ove hanno sede le Scuole Centrali dei
Servizi Antincendi, desta subito meraviglia ed ammirazione per l’imponenza
degli edifici e per il suo assieme ritmico,
degno delle più belle tradizioni artistiche italiane. Queste Scuole rappresentano, nel loro campo, una superba realizzazione, sia per l’ordine funzionale con
cui sono state concepite, sia per la organicità raggiunta, nonostante gli innumerevoli e disparati elementi di cui dovevano necessariamente essere composte,
per corrispondere all’importanza del
loro scopo. Sorte per volontà del Duce,
sono destinate all’addestramento tecnico, militare e sportivo degli ufficiali e
gregari dei vigili del fuoco, i quali trovano in esse la possibilità di una educazione scientificamente conformata alle
più disparate esigenze dei compiti sempre più complessi tanto in pace che in
guerra.
Della grande opera è stato fervido
animatore il Sottosegretario di Stato
all’interno che nel Direttore Generale
dei Servizi Antincendi, ha trovato un
realizzatore dinamico ed entusiasta.
Le Scuole si presentano, nell’assieme. composte di due grandi edifici di
diversa forma, ma armonizzati da una
stessa proporzione e da un unitario ordine architettonico, nonchè da altri edifici
minori, tra i quali due che fanno corpo
con il porticato del cortile d’onore.
Adiacente è il Centro sportivo con
l’edificio della palestra e della piscina;
il carattere di questa costruzione è
ampio e decorativo come si conviene ad
un complesso edilizio del genere ornato
da diverse grandi statue marmoree nelle
esedre che cingono la piscina.
L’edificio principale il cui prospetto
è racchiuso dalla fuga di due portici con
colonne a sezione quadrata, è caratterizzato dalla forma stessa e dalla misura
con cui sono realizzati questi portici che
si ripetono all’ingresso dell’edificio,
nella ritmica fila delle finestre del primo
piano e nella terrazza che addolcisce la
linea verso l’alto.
L’altro grande edificio è caratterizzato dalla sua lunghezza, la quale sviluppa
il suo ritmo architettonico nel simmetrico ripetersi delle aperture del primo e
del secondo piano, proporzionale tra
loro.
Sul lato sud del piazzale, delimitato a est
dal fianco della costruzione principale e
dalla autorimessa e ad ovest dal grande
edificio ove è la Scuola dei vigili, sorge
il castello di manovra, che si scorge da
ogni parte per la sua considerevole altezza e che col suo taglio rigido, con le sue
particolarità costruttive di eccezione, dà
la nota caratteristica agli edifici delle
Scuole. Sul lato oppposto del piazzale,
di fronte al castello di manovra si ergono a considerevole altezza i tre alberi di
una goletta con tutte le attrezzature: su
detto piazzale si svolgono le principali
esercitazioni a cui sono sottoposti,
durante il corso, gli allievi delle Scuole.
La creazione di edifici destinati ad
una scuola di questo genere rappresentava un problema quasi del tutto nuovo;
non vi sono infatti veri e propri precedenti del genere in architettura, almeno
concepiti in una completezza simile.
Prima difficoltà era salvare l’imponenza
e la unità architettonica di un insieme
così vasto e destinato ad unire disparatissimi elementi, dal più tradizionale a
quello nuovissimo suggerito dalle più
recenti e complicate conquiste della tecnica moderna; occorreva inoltre raggiungere una disposizione urbanistica
perfettamente aderente ai servizi delle
Scuole, era necessario infine che tutto
l’assieme rispondesse degnamente allo
spirito del tempo fascista, alla magnifica
tradizione d’arte con cui l’Italia in ogni
tempo ha contraddistinto la sua architettura.
CONQUISTE MODERNE
DEL CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO
Se si dà uno sguardo a ciò che rappresenta attualmente l’attività del vigile
del fuoco, anche se sottilizzare e scendere a particolari, ben ci si accorge quale
maggiore importanza abbia assunto oggi
il suo còmpito rispetto ad un recente
passato. I còmpiti di questo giovane e
benemerito Corpo sono aumentati e
divenuti sempre più difficoltosi con lo
svilupparsi delle grandi città, delle industrie, e con il potenziarsi della tecnica
bellica sia offensiva che protettiva. La
quotidiana salvaguardia dell’attività di
una nazione in ogni settore, dal nucleo
più piccolo rappresentato dalla famiglia
al più grande rappresentato dalle industrie, dai grandi complessi civili e militari, ha richiesto una organizzazione di
proporzioni veramente imponenti, affidata ad uomini preparati ad una disciplina scientifica e morale che non può
essere improvvisata nemmeno nelle sue
manifestazioni più elementari. Nelle
mansioni del vigile i còmpiti sono oggi
divisi a seconda delle diverse necessità,
ed uniti in una disciplina morale salda
che lega il Corpo in un blocco compatto
in cui ognuno ha còmpiti ben definiti
che rispondono a precise e diverse preparazioni.
La vulnerabilità dell’uomo e della sua
opera è divenuta sempre più grave: il
fuoco, l’acqua, le immense attrezzature
industriali che, spesso, rappresentano un
continuo pericolo latente, le catastrofi
inevitabili della guerra e quelle fatali
che provengono dai misteri della natura,
debbono tutte essere affrontate con
mezzi adeguati, capaci di neutralizzale
nel più breve tempo possibile e nel
modo più rispondente alla caratteristica
particolare di ognuna; per questo i modi
di prevenire, di proteggere e di affrontare tutte queste cose sono trasformati in
una scienza vera e propria, e l’elemento
umano destinato a tale scopo deve avere
una preparazione che non poteva essere
completata senza la realizzazione di un
grande organismo. Il bonario e generoso
pompiere dei tempi andati, al quale
bastava una buona dose di coraggio e di
forza, ha così ceduto il posto all’odierno
vigile del fuoco, ed è divenuto una figura di vecchi ricordi; il vigile del nostro
tempo affina nella disciplina delle palestre e delle aule di insegnamento il proprio coraggio e la propria forza.

Ingresso dell’edificio principale col busto del Duce dello scultore Gregori – Sull’architrave esterno del porticato campeggia la
scritta: «MICANTE, VELUT ORBIS TERRARUM LUX, MUSSOLINIANA MENTE, URBE IMPERATORIA D!GNISSIMAE
ORIUNTUR AEDES, UBI VIGILES ARTEM DISCENT, AD MALUS FIRMAANDUM APTAM EORUM STUDILJM OPUSQUE
PRO PATRIAE BONO ET VITA CIVIUM DIU INPENSUM; NOSCENT PRAESERTJM AUDENTIAM, ANIMUM, FIDEMQUE
FASCTBUS INCONCUSSAM» dettata dal dott. Fortunato Messa

STRUTTURA
DEL COMPLESSO DELLE SCUOLE
Lo studio del progetto è stato particolarmente laborioso ed accurato, affinchè
le funzioni delle varie parti fossero
armonicamente coordinate per rispondere con precisione allo scopo. Questo
coordinamento delle esigenze funzionali
si è presentato delicato anche per via
degli speciali vincoli di ordine architettonico e paesistico che presiedono alla
tutela della zona archeologica nella
quale sono sorte le Scuole. Tutti gli edifici sono di una architettura ispirata a
grande semplicità, anche per non turbare
l’armonia del paesaggio ed anzi fondersi
il più possibile con esso. I volumi architettonici sono prevalentemente bassi,
tranne il castello di manovra che si eleva
a 23 metri.

Il castello di manovra
I materiali prescelti per i rivestimenti
sono stati soltanto due: intonaco per
tutte le facciate e travertino romano per
il portico ed i due ordini di pilastri della
facciata dell’edificio principale; il
castello di manovra ha per ragioni tecniche una rivestitura in legno soltanto
della facciata interna.
Tutta la costruzione sorge al lato
ovest del campo delle Corse delle
Capannelle, è accessibile dalla Via
Appia Nuova con un largo viale sul cui
asse è stata impostata la composizione
volumetrica dei vari edifici che poi si
estendono, con ricercato equilibrio,
verso l’interno dell’area. Su questo asse
sorge l’edificio principale delle Scuole
preceduto a destra e a sinistra dalla
palazzina del circolo insegnanti, dagli
alloggi per ufficiali e dall’edificio delle
autorimesse che, in linee simmetriche,
delimitano con il portico il cortile
d’onore. Parallelamente a questo piazzale rappresentativo e adiacente alle autorimesse si svolge il piazzale delle esercitazioni delimitato a nord dalla goletta,
a sud dal castello manovra a ad ovest
dalla scuola di istruzione allievi vigili
del fuoco, al di là della quale si sviluppa
tutto il vasto centro sportivo dominato
dalla palestra con la piscina scoperta.
L’area in cui sorgono tutti gli edifici
misura 65.000 metri quadrati di cui una
metà è riservata agli edifici delle Scuole
e l’altra al Centro Sportivo.
L’EDIFICIO DELLA SCUOLA
ALLIEVI UFFICIALI E DEL COMANDO
L’edificio principale destinato alla
scuola allievi ufficiali ha un grande atrio

Il piazzale di manovra
d’ingresso chiuso da una lunga vetrata e
decorato nelle due pareti laterali da due
grandi mosaici dei quali descriveremo
appresso le caratteristiche assieme a
tutte le opere d’arte che formano la
decorazione dei saloni e degli edifici
delle Scuole e del Centro Sportivo.
Nell’atrio si accede dal portico di travertino, che lo fronteggia in tutta la sua
lunghezza. Le vetrate sono incastonate
tra pilastri preceduti da quelli che formano il porticato. Lo scalone a doppia
rampa che si trova al centro dell’atrio è
una ardita concezione costruttiva: ha
due rampe a tenaglia sorrette da quattro
colonne centrali ed i parapetti rivestiti in
mosaico di marmo bianco di Carrara; il
primo ripiano porta ad un ballatoio che
corre lungo la parete dell’atrio e conduce con le sue estremità ai diversi interni.

L’aula di fisica e chimica della scuola allievi vigili
Il Sacrario dei Caduti dei vigili del
fuoco è a pianta semiellittica COfl una
parete affrescata. Adiacente vi è un
museo storico dove sono raccolti i cimeli dei mezzi contro l’incendio usati dalle
prime organizzazioni fino ai nostri
tempi. Un grande salone, nelle linee ben
proporzionate e ispirate ad un vivo
senso di modernità, serve per le conferenze e per le proiezioni cinematografiche sonore; anche in questo ambiente vi
è una parete affrescatta.
La bibblioteca è contenuta in un vasto
cd arioso salone, come Pure ariose e
luminose sono: un’aula per l’insegnamento. un’aula per le lezioni (li chimica,
un’aula per il disegno ccl un’aula per
radiotelegrafisti.
Gli attrezzatissimi laboratori didattici
e per ricerche scientifiche sono cinque:

Un’aula della scuola allievi sououfficiali
Aula di chimica per allievi ufficiali

Sala del materiale didattico a,itincendi
(chimica industriale, meccanica industriale, idraulica, scienza delle costruzioni e prove materiali, elettrotecnica).
Nello steso edificio si trovano il parlatorio per gli allievi ufficiali, gli uffici del
comando ed il reparto alloggi per gli
allievi ufficiali a camerette separate, con
annesse sale di lettura e di musica, il
refettorio ed un notevole modernissimo
impianto di cucina, nonchè un attrezzatissimo impianto per i servizi vari.
Anche il centro cinefotografico si trova
nello stesso edificio; si tratta di una
completa attrezzatura per la fotografia e
la cinematografia, destinata a fornire
documentazioni e materiale di studio per
le Scuole.
Vi è inoltre una vasta sala attrezzata
per le prove delle maschere antigas e
egli autoprotettori.

Il laboratorio di meccanica – Freno idraulico e banco prova motori
Un ampio cortile interno all’edificio allievi vigili ed allievi sottoufficiali ed
ed un vasto piazzale esterno sono destina- ai vari corsi di specializzazione per vigiti alle esperienze da eseguirsi all’aperto. li. Questo edificio è il più vasto dopo
quello principale, ha tre piani compreso
L’EDIFICIO DELLA SCUOLA ALLIEVI il seminterrato ed è lungo 120 metri.
VIGILI EDALLIEVI SOTTO UFFICIALI In esso si trovano le due grandi e
Il piazzale delle esercitazioni, come belle aule di insegnamento e quelle di
abbiamo già detto, si sviluppa lungo il fisica e di chimica; vi sono poi le sale
fronte dell’edificio destinato a Scuola per il materiale didattico antincendi, e

Il laboratorio di meccanica – Le cisterne per la prova delle pompe
quelle di fisica e chimica e delle costruzioni; una sala nautica; una sala motori e
pompe; una armeria; poi le ampie e ariose
camerate, le camere per i sottoufticiali di
sorveglianza, le docce ed ogni altro servizio; il refettorio con annessa mescita è un
gran salone che si trova al centro dell’edificio e può contenere parecchie centinaia di
vigili; per essi poi vi sono accoglienti e
vaste sale di ritrovo e di musica; anche qui
la cucina è corredata di vari servizi ed
attrezzata con i sistemi più moderni. Daun
lato si trovano gli uffici di fureria per la
compagnia servizi, la stanza per l’ufficiale
di picchetto e quella per i sottoufficiali
istruttori.
Nello stesso edificio si trovano inoltre
attrezzatissime officine meccaniche e di
falegnameria, un’officina armaiuoli, vasti
magazzini ed i laboratori di artigianato.
Con ingresso a parte, all’estremità di questo
fabbricato è l’infermeria, dotata di una sala
di visita, di gabinetti di radiologia, odontoiatria, di terapia fisica, di psicotecnica, oltre
tre separati reparti di degenza destinati uno
agli allievi ufficiali, uno ai sottoufficiali ed
uno ai vigili ed allievi vigili.
IL CASTELLLO DI MANOVRA
E GLI ALTRI EDIFICI
Di fronte a questo edificio facente
corpo con una delle ali del porticato del
cortile d’onore, è situata l’autorimessa per
le macchine antincendi, composta di un
vasto ambiente per il ricovero delle macchine, di un locale per la stazione servizio
e di un locale attrezzato nella maniera più

Laboratorio di scienza delle costruzioni – Sala strumenti
moderna per la manutenzione e la riparazione delle macchine stesse. Addossati
all’altra ala del porticato si trovano il circolo insegnanti e gli alloggi per ufficiali.
Il tipico castello di manovra, che si
scorge da ogni lato delle Scuole, rileva
anche da lungi l’uso a cui è destinato: su
fiesso i vigili si esercitano con i vari tipi
ii scale e tutti i dispositivi per i salti sui
teli e le varie manovre di soccorso. Di
fronte al castello è la goletta a tre alberi,
sulla quale i vigili fanno le esercitazioni
per il servizio nei porti.
Un piccolo edificio situato all’ingresso
dell’area è destinato al corpo di guardia;
in esso vi è, oltre ai locali per gli uomini
di guardia, anche il centralino telefonico
ed un parlatorio per i vigili.

IL CENTRO SPORTIVO
Quanto si attiene alla atletica
all’aperto comprende: un campo (li calcio, un campo di palla ovale, un campo
di tennis, un campo di pallacanestro, due
giuochi di bocce, una pedana per il salto
in alto, una pedana per il Salto in lungo
e triplo, una pedana per il salto con
l’asta, una pedana per il lancio del giavellotto, sei pedane per il getto del peso.
due pedane per il lancio del disco, due
pedane per il lancio del martello, due
pedane per il lancio del peso con mani-
r lia. una pista podistica a sei cosie con –
ingresso di maratona e con rettifilo per
la corsa dei cento metri e centodicci con
ostacoli, e una tribunetta.
Speciale cura è stata posta alle strutture di sottofondo dei campi per quanto
Concerne Io smalti mento delle acque

Un’esedra della piscina
piovane e di quelle di innaffiamento. finnico» e quant’altro può presentare il
Nell’edificio, a cui fanno ala due moderno impianto d’un Centro Sportivo.
emicicli che racchiudono lo stadio nauti- Per i vigili del fuoco, lo sport è un
co ornato di grandi statue di marmo raf- elemento fondamentale della loro vita, è
figuranti atleti in diversi atteggiamenti, l’elemento base che li forgia all’ardivi sono sale per il pugilato, per la scher- mento e alla resistenza fisica, qualità
ma, la lotta, la pesistica, nonchè la gran- che rifulgono ogni qualvolta essi si trode palestra con tutti gli annessi d’uso vano ad adempiere il proprio dovere. Le
nelle più attrezzate costruzioni del gene- varie mansioni affidate ai reparti trovare, compresi una infermeria, un «bagno no nello sport l’elemento unificatore;

L’interno della palestra
qui unica per tutti è la prontezza ed uno
l’ardimento, anche quando diversi sono i
còmpiti affidati. L’educazione scientifica del lavoro del vigile del fuoco trova
nello sport quella compattezza spirituale
che viene da una educazione generosa di
slanci e di spiegamento della forza
secondo le forme intelligenti delle discipline atletiche. Per questo la zona sportiva delle Scuole occupa addirittura
metà dello spazio dì esse.
Tutto ciò che riguarda la parte Sportiva, può stare a raffronto con le più note
attrezzature d’Italia, anche con quelle
che sono fine a se stesse. L’aspetto
imponente, l’eleganza determinata dalle
belle statue modellate da valorosi scultori italiani, ne fanno un modello di
classicità.

La sala della pesistica e allenamento pugili
LA PISCINA
La piscina che misura 50 metri di lunghezza e 15,50 di larghezza, ha due
trampolini, una piattaforma ed un
impianto per la depurazione delle acque.
Interressanti sono gli accorgimenti tecnici riguardanti i trattamenti dell’acqua,
che viene aspirata nella zona di maggiore profondità della piscina da due elettropompe, adatte al servizio di circolazione e di lavaggio dei filtri; la portata
di esse è di circa 70 metri cubi all’ora.
L’acqua prelevata dal fondo, prima dritornare in piscina subisce i seguneti
procedimenti: prefiltrazione, coagulazione, filtrazione meccanica e sterilizzazione batteriologica. Il prefiltro è inserito nella tubazione aspirante, entro Inquale si trovano diversi dischi forati che
hanno il còmpito di arrestare tutte le

La palestra con il tappeto per la lotta, il campo per la pallacanestro e le attrazzarure
particelle solide di maggiori dimensioni
in modo da alleggerire il lavoro dei filtri.
Il coagulatore è costituito da un serbatoio cilindrico di ferro, verticale, rivestito internamente di piombo, entro il
quale si introduce il solfato di allumina
in pezzi, che in soluzione satura viene
immessa sotto pressione nell’acqua aspirata dalle pompe.
La quantità della soluzione viene
regolata a mezzo di apposito misuratore
istantaneo di portata. Il funzionamento
di esso è studiato i modo che, all’arrestarsi della circolazione, la erogazione
della soluzione si arresta pure automaticamente. La soluzione di solfato di allumina nell’acqua di circolazione, precipita allo stato fioccoso, trascinandosi dietro le minutissime particelle solide che
conferiscono torbidezza e colorazione

Particolare della palestra
all’acqua, e nello stesso tempo fa coagulare le sostanze organiche e grasse, che
l’acqua stessa può contenere, permettendone la completa eliminazione a mezzo
della successiva filtrazione.
La filtrazione meccanica e la chiarificazione dell’acqua si ottengono a mezzo
di due filtri rapidi e pressione, Costituiti
da due serbatoi in ferro, contenenti
numerosi strati filtranti di ghiaia e sabbia di quarzo di diversa granulazione.
Nell’interno dei filtri – nei quali passa
l’acqua aspirata dalle pompe dal fonde
della piscina, dopo aver subito il trattamento col coagulante – esiste un Sistema collettore dell’acqua filtrata, costituito da diversi filtrini, posti su un piane
orizzontale, in modo che tutto lo strate
filtrante intervenga uniformament
all’operazione di filtrazione, consentendo in pari tempo il lavaggio dello strato medesimo con un consumo limitato di acqua. Il lavaggio dei filtri si effettua a mezzo delle stesse pompe di circolazione invertendo il senso di entrata e di uscita dell’acqua, con opportuna manovra delle saracinesche applicate all’esterno. La sterilizzazione batteriologica dell’acqua avviene a base di cloro e di ammoniaca mediante due apparecchi dosatori di composti di cloro (ipoclorito) e di composti di ammoniaca (cloruro di ammonio). Trattandosi di piscina scoperta, e quindi aerata, si rende indispensabile, il trattamento dell’acqua con solfato di rame per l’eliminazione e la distruzione delle alghe. Tale trattamento si ottiene a mezzo di speciale dosatore che è inserito nella tubazione di riempimento dell’acqua della piscina. La piscina ha una capacità di metri cubi 1.700, il ciclo completo di sterilizzazione si compie in 24 ore.

GLI INTERNI DELLA SCUOLA ALLIEVI UFFICIALI Il museo, adiacente al Sacrario dei Caduti dei vigili del fuoco, accoglie macchine, attrezzi, disegni che documentano l’evoluzione della lotta contro il fuoco e contro gli elementi che mettono in pericolo la vita dell’uomo. I più originali cimeli si trovano qui raccolti e rappresentano il perfezionamento della tecnica antincendi dai secoli scorsi ai primi annni del secolo nostro. Il più antico oggetto è rappresentato da un secchio di cuoio donato dal corpo di Firenze e che risale ai primi del Cinquecento. Interessante è poi un modellino di pompa romana costruito in legno dai vigili del fuoco di Palermo secondo la descrizione di Vitruvio. Caratteristica è la prima autopompa che, pur risalendo appena al principio del nostro secolo, e a confronto con le realizzazioni moderne, dà l’impressione che si tratti di cimelio di antica data. L’evoluzione del costume dei vigili del fuoco è singolarmente interessante e documentata nella esposizione che si inizia dal vigile romano, il cui strumento era quasi esclusivamente costituito da un’ascia per delimitare la zona d’incendio, si arriva al vigile medioevale, senza dimostrare grandi progressi. Il costume della epoca moderna comincia con pompose divise e gradatamente assume  aspetto militare e tecnico per la struttura atta a combattere gli aggressivi chimici e le scottature, con le maschere ed altri apparecchi del genere. Anche le scale dimostrano il grande progresso dell’evoluzione moderna e sopratutto le pompe, che vanno dai minuscoli apparecchi a siringa, a quelle gigantesche dei nostri giorni. I vasti laboratori scientifici sono naturalmente attrezzati nel modo più completo; ognuno, a seconda della sua destinazione, ha grandi impianti didattici e scientifici, fra i quali son degni di particolare menzione il laboratorio di chimica, il laboratorio di idraulica, il laboratorio di elettrotecnica e telecomunicazioni, il laboratorio di meccanica industriale e quello per la scienza delle costruzioni e prove di materiali.

Il centro cinefotografico è situato all’altezza della balconata che si trova in alto sull’edificio centrale, è nel suo genere, completo per qualsiasi esigenza cinematografica e fotografica. PITTURA E SCULTURA A DECORAZIONE DEGLI EDIFICI Varie sono le opere d’arte che decorano l’esterno e gli interni degli edifici delle Scuole. All’ingresso, ai lati del cortile d’onore, sono situati due grandi bassorilievi, uno che rappresenta varie scene di vita dei vigili del fuoco nelle loro funzioni, e l’altro, che rappresenta i vigili del fuoco nel mito e nella tecnica dei legionari dell’impero romano e dei nostri giorni; al centro di queste figurazioni si ammira una Santa Barbara che divide le rappresentazioni antiche da quelle moderne in una composizione ben riuscita. Davanti al fabbricato principale, nel cortile d’onore si ammira un busto del Duce, opera dello scultore Gregori. Due grandi mosaici sono posti ai lati del salone d’ingresso, in una composizione equilibratissima, di evidente ispirazione romana, rivissuta con sensibilità moderna e misurata. Il primo rappresenta la Minerva in armi disegnata con una certa grandiosità circondata, vari scomparti, da alcuni simboli; l’intonazione calda della figura contrasta con i freddi toni del fondo e con i simboli circostanti, dandole una bella evidenza adatta al carattere dell’ambiente, con il suo spirito che ricorda i più belli e vigorosi esempi dell’arte romana. L’altro mosaico, rappresenta in diverse scene, sovrapposte ma divise l’una dall’altra, le attività dei vigili del fuoco; tutte le figurazioni sono composte con toni caldi e sobri che si accentuano e si rendono evidenti nel largo ed arioso ordine con cui è concepito l’ambiente dell’ingresso. Nell’aula delle conferenze è un grande dipinto eseguito a tempera; in esso è il trionfo dell’Italia, che ha da un lato le figure dei vigili del fuoco di Roma imperiale, e dall’altro i moderni vigili anche essi intenti alla loro opera benefica; sullo sfondo si vede da una parte la figurazione d’una città romana e dall’altra quella delle Scuole Centrali e della Casa del Vigile del Fuoco «Tullio Baroni» a Borgo Buggiano. La più grande opera di pittura che si trova nel complesso edilizio delle Scuole è stata eseguita sulla parete del Sacrario dei vigili del fuoco. Misura 80 metri quadrati ed è eseguita con criteri appropriati al mistico ambiente, raggiungendo effetti di alta drammaticità. Si tratta di una imponente raffigurazione pittorica che sviluppa in sintesi narrativa il concetto drammatico dell’ausilio all’umanità colpita dalla furia degli elementi e percossa dalle sciagure. Inquadrato in una vigorosa descrizione di episodi che ci ricordano le tragiche ansietà con cui l’uomo dei primordi abbandonato a sè stesso subìva le violenze della natura, sta l’edificio del soccorso organizzato, che dalla solidarietà umana fondamentale si eleva per sublimazione di virtù e per generoso impulso di cuore verso le forme estreme dell’ardimento e del rischio volontario e culmina nella luce del sacrificio.  Sciatore L’assieme è costituito da tre parti che potrebbbe considerarsi distinte da un punto di vista pittorico, ma che invece si integrano in una perfetta armonia di ritmi e di toni e sopratutto si compendiano nel significato concettuale. Sulla sinistra abbiamo le scene del fuoco e del vento: sono case rudimentali di uomini primitivi, che crollano e s’incendiano seppellendo persone e beni, mentre nel fondo fuggono impazziti gli animali dalle selve ardenti. Sulla destra vi è il dramma dell’acqua e della folgore, con le alluvioni, i nubifragi, gli allagamenti e la povera gente senza dimora, che erra. La c’è una giovane coppia smarrita verso l’ignoto, una famiglia che rimane in muta perplessità interrogando il cielo, altri che giacciono sotto le rovine, qualche altro che raccoglie l’ultimo respiro del congiunto, due animosi che trasportano a braccia un ferito, un cane che ulula lugubremente. Qua, fragili zattere che portano gli scampati, un gruppo di derelitti, mamme sconvolte coi loro piccoli aggrappati al collo, un cieco che segue la sua eterna oscurità, un albero schiantato dal fulmine e due braccia che si elevano tremanti ma fiduciose, e la serenità di un vecchio morente che accoglie a rifugio una giovane vita. Nel centro in basso, ritroviamo la stessa umanità, non più dissolta e perseguita da un destino senza pietà, ma raccolta e sostenuta dal braccio dei nostri eroi civili. La forte allegoria di due bestie seIvaggie, un poderoso toro ed un cavallo imbizzarrito, che vengono soggiogati da due atleti, vuole testimoniare la vittoria della volontà umana sulla natura bruta, e ce ne da tutto il senso e l’emozione. In alto, tra le rocce, è ricavato il trionfo degli spiriti intorno alla Santa Barbara protettrice. Questo complesso di opere, sorte mentre la guerra liberatrice è in corso per l’affermazione delle idealità del nostro popolo di cui tali realizzazioni ne sono la più concreta immagine, viene ad arricchire la Roma di Mussolini di un nuovo elemento in tutto degno di essa e del suo glorioso avvenire.

ELENCO DEI TECNICI CHE HANNO COLLABORATO ALLA REALIZZAZIONE DELLE SCUOLE CENTRALI DEI SERVIZI ANTINCENDI SCUOLE CENTRALI: Ing. Fortunato Cmi, Comandante delle Scuole arch. Carlo Di Maria e arch. Claudio Longo, progcttisti ing. Pasquale Mecca, direttore dei lavori Impresa costruttrice: ing. Daniele Castiglioni CENTRO SPORTIVO: prof. ing. arch. Dagoberto Ortensi, progettista ing. Giulio Testa, direttore dei lavori Impresa costruttrice. ingg. Pompeo Villa – Angelo Maggioni o Le fotografie sono state eseguite dal centro cinefotografico della Direzione Generale dei Servizi Antincendi Edizione curata dall’arch. Dagoberto Ortensi NOVISS1MA – ROMA _JIL SCUOLE CENTRALI DEI SERVIZI ANTINCENDI Sezioni stradali TAV. UI SCUOLE CENTRALI ANTI NCEN DI Piano seminterrato I. Laboratorio di metallografa 12. Laboratorio dl scienza delta e microscopia. Costruzioni. 2. Raggi X. 13. Sala macchine del laborato3. Sala di prove per materiali rio di elettrotecnica. antigas. 14. Cabina alta tensione. 4. Sala per esperienze. 15. Quadro generale. S. Camera oscura. 16. Sala esperienze di elettro6. Preparatori tecnici, tecnica. 7. Lavaggio vetrerie. 17. Camera oscura. S. Laboratorio d’idraulica- 18. Laboratorio di elettrotecnica. 9. Magazzini. 19. Sala dell’alta tensione. 10. Preparatori tecnici 20. Sacrario, 11. Laboratorio di meccanica. 21. Museo storico. T. IV SCUOLE CENTRALI DEI SERVIZI ANTINCENDI Pian3 terreno I. Assistente di meccanica. 2. Direttore del laboratorio di meccanica. 3. Direttore del laboratorio di idraulica. 4. Assistente d’idraulica. S. Sala esperienze idrauliche. 6. Laboratorio di idraulica. 7. Aula disegno. S. Archivio disegni. 9. Preparatori tecnici. 10. Uscieri. 11. Laboratorio di microanalisi. 12. Laboratorio di chimica inorganica. iL Laboratorio di chimica organica. 14. Sala esperienze chimiche. 15. Sala conferenze e proiezioni cinematografiche. 16. Parlatorio allievi ufficiali. 17. Aula radiotelegrafisti. 18. Uscieri, 19. Assistente di elettrotecnica. 20. Direttore del laboratorio di elettrotecnica. 21. Laboratorio di elettrotecnica. 22. Sala esperienze. 23. Direttore del laboratorio di scienza delle costruzioni. 24. Assistente di scienza delle Costruzioni. 25. Laboratorio di scienza delle costruzioni. 26. Laboratorio di mcccanica TÀ. V SCUOLE CENTRALI DEI SERVIZI ANTINCENDI Primo piano 1. Assstenre di chirnca. 2. Aula di chimica. 3. Preparazione lezioni, 4. Spogliatoio e lavabi. S. Direttore del laboratorio di chimica. 6. Disegnatori. I. Aula. S. Bblioteca. 9. Sala di aspetto. IO. Drenore Generale. 11. Ufficio personale e affari generali. 12. Ufficio insegnanti. 13. Ufficio maggiorità. 14. Vice comandante. 15. Comandante dette Scuote. TAV. VI iln I -a– • . – r -1 r IT 1 SCUOLE CENTRALI DEI SERVIZI ANTINCENDI Secondo piana I. Sala mensa allievi ufficiali. S. Sala convegno e di musica al2. Servizio sala mensa. lievi ufficiali. 3. Ripostiglio. 6. Camere allievi ufficiali. 4. Sala di lettura allievi ufficiali. 7. Ripostiglio. – rz- – – – SCUOLE CENTRALI DEI SERVIZI ANTINCENDI Terzo piano 1. Cucina. 8. Montaggio negativi. 2. Dispensa. 9. Laboratorio fotografico. 3. Camera servizio. 10. Camera oscura. 4. Refettorio personale di ser 11. Direzione. vizio. 12. Direzione. S. Terrazza. 13. Montaggio positivi. 6. Cemro cincfotografico, 14. Montaggio positivi. 7. Deposito pellicole.

 

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