CHIAMARE E RICEVERE IL MAYDAY

CHIAMARE E RICEVERE IL MAYDAY
Ognuno di noi è pronto a chiedere aiuto?
Allo stesso tempo siamo pronti noi a ricevere la richiesta di aiuto di un collega??
A questa domanda potremo rispondere molto facilemente si, siamo vigili del fuoco!!
Purtroppo non è così, sono molteplici le cose da considerare quando si da un mayday o si riceve un mayday dall’interno di una zona incendiata con atmosfera dannosa per la salute e per la vita. Molte volte non pensiamo di essere in pericolo perché ci sentiamo nella posizione del soccorritore, e questa NEGAZIONE della situazione potrebbe farci perdere del tempo prezioso ed il manometro dell’aria corre!!
Dall’altra parte un Capo Squadra o Capo Reparto già sovraccaricato di compiti istituzionali, potrebbe essere molto disorientato quando riceve questa tremenda comunicazione via radio.
La prima considerazione da fare è che il TEMPO gioca contro, ed avere una idea di cosa fare o meglio un protocollo da seguire sarebbe già ottimo. Purtroppo finchè non arrivino queste importanti procedure, posso condividere ciò che ho imparato negli anni. Avere una certa consapevolezza dello scenario può aiutarci notevolmente a non intercorrere in una chiamata di aiuto, sono elencati qui sotto alcuni punti fondamentali ed imprescindibili del quale un pompiere non può fare a meno.
Conoscere il comportamento del fuoco ed essere abili nel leggere il fumo che nasconde poi la quantità d’incendio. Distinguere un fumo pesante e nero da un fumo laminare grigio. Questo determina quanto lontano può andare una ricerca di persona o sforzi antincendio.
Conoscenza dell’edificio da cosa è fatto ferro, cemento o legno, l’aumento di temperatura può avere effetti differenti su ogni tipologia di struttura.
Conoscenza del proprio equipaggiamento antincendio (DPI), ed avere familiarità con i livelli di performance del proprio equipaggiamento. Ogni individuo ha differenti livelli di tolleranza al calore anche indossando lo stesso DPI.
L’esperienza, questa purtroppo richiede tempo e fortuna, ma può essere tramandata da un pompiere più vecchio ad uno più giovane.

Quando si è incapsulati nel proprio DPI e si sta svolgendo un compito che sia una ricerca o l’avanzamento di una tubazione è dificcile percepire il cambiamento delle condizioni, ma da che tempo e tempo rimuovere un guanto e sentire le condizioni circostanti potrebbe darci un’idea dell’ambiente. Questa pratica potrebbe essere vista come una cosa da non fare per alcuni e contenuti aspetti che stabiliscono la sicurezza, addestramento e lo standard, però ci potrebbe far arretrare per tempo. Non essere consapevoli dell’ambiente ci può far trovare in situazioni chimate dal FDNY Deputy Chief Vincet Dunn “Condizioni di non ritorno” quando avviene il Flashover per esempio. Vi sono centinaia e centinai di report tra Europa ed Usa di morti ed incidenti a pompieri che hanno spinto poi ai programmi di CFBT come Stoccolma 1980, Parigi 2002, USA 1990 una ricerca della marina militare Statunitense sull’attacco 3D (fonte 3D firefighting Paul Grimwood).
Tornando ai fattori che potrebbero portare ad eventuali ritardi in una richiesta di aiuto sono la scarsa gestione del personale che lavora con l’autorespiratore in inglese è chiamata accountability (responsabilità). ES. Potrebbe verificarsi che un pompiere manchi all’appello e ce ne si accorge in ritardo. Un altro fattore importantissimo (che mi ha spinto ad effettuare un acquisto persona nel 2010) è l’avere un dispositivo PASS -Personal Alarm Safty Sistems. Che tutti conosciamo come allarme “uomo morto”. Esso dovrebbe essere attaccato l’autorespiratore ed attivato appena si entra in una atmosfera dannosa per la salute o vita. Il suono che emette è di 95 decibel entro 30 secondi di immobilità. Lo hanno tutti i pompieri di europa, non aspettano che l’allarme di bassa pressione suoni per capire se ce o no bisogno di aiuto si potrebbe verificare uno dei seguenti problemi e si devono risolvere prima che l’allarme di bassa pressione suoni.
Pompiere abattuto
Pompiere disperso/mancante
Pompiere bloccato
Pompiere in allarme di bassa pressione
Investigazione per allarme pass attivo
In tutti e quattro questi eventi la gestione del personale in AVR ed il dispositivo PASS sono imprescindibili.
Torniamo alla nostra richiesta di AIUTO, mettimo che stiamo effettuado le nostre operazioni antincendio all’interno di un capannone, ovviamente pieno di fumo e per qualche motivo, ed in un capannone in fiamme potrebbe essercene più di uno, ci stacchiamo dalla nostra manichetta. Comincindo a vagare tentando di ritrovare il compagno, la manichetta o adirittura l’uscita. Questo è il caso di chiedere immediatamente AIUTO siete un pompiere disperso. Devono essere intraprese le operazioni di ricerca il più presto possibile, la vostra aria si sta esaurendo e con essa la probabilità di uscire illesi.
Come dobbiamo chiedere aiuto?
Mantenere la calma e chimare il MayDay ripeterlo 3 volte in modo che sia ben compreso dal responsabile delle operazioni di spegnimento (ROS).
Dare nome, squadra e ruolo cioè il compito che si stava eseguendo che coincide con la vostra ultima posizione.
Comunicare la quantità d’aria rimanente.
Dire cosa è successo (crollo, siete bloccati, persi, perderte aria, impigliati nei cavi sciolti etc).
Questo darà indicazioni al ROS su come organizzare le operazioni di salvataggio, se c’è bisogno di attrezzatura speciale dovuta ad un crollo oppure siete impigliati nei cavi sciolti o siete “semplicementi” dispersi.
Cosa dobbiamo fare dopo la richiesta di AIUTO?
Se si sta in una zona immediatamente pericolosa da calore o fiamme in aumento, cercare di allontanarsi in un’area relativamente sicura.
Attivare tutte le sorgenti luminose disponibili posizionandole a terra nella zona di massima visibilità meglio se in modalità strobo così da non confonderle con sorgenti luminose della struttura.
Attivare il dispositivo PASS (95 decibel) che potrebbe indicare le vostra posizione nel fumo spesso.
Mantenere la calma e cominciare la respirazioni di emergenza (ottimo il wheel method cerca su internet) per conservare più aria possibile.
Cercare di mantenere le comunicazioni radio all’essenziale.
Siamo pronti per una possibile chiamata di aiuto?
Come dicevo all’inizio rivere una richiesta di aiuto da parte di un collega è una situazione di estremo stress. Avere una linea guida da seguire per un evento simile ci aiuta nel prendere ed indirizzare le giuste decisioni.
Appena si riceve una chiama di aiuto chiamare silenzio radio
Effettuare subito un ruolo dappello
Indirizzare le forze per il contenimento dell’incendio, questo ci darà tempo.
Utilizzare per la ricerca le risorse che non hanno preso parte agli sforzi antincendio interni.
Preparare cambi frequenti nella ricerca e bombole d’aria di riserva.
Mantenere il contatto col pompiere in difficoltà e tranquillizzarlo non richiedere comunicazioni frequenti da parte sua solo se strettamente necessario es. condizioni interne, aggiornarlo sullo stato delle ricerche, aria rimanente (valutare quest’ultimo potrebbe mettergli panico e accellerare la respirazione).
Creare una staging area dove riporre atrezzatura a pronto impiego barella toboga, motodisco, halligan, corde di ricerca e sacco sanitario AVR (Autoprotettore Vie Resperatorie) di scorta. Tutto ottimo se messo nella toboga che è facilmente trasportabile. Non sovraccaricarsi di attrezzature durante la ricerca meglio farsele portare in loco di volta in volta a bisogno.
In altri paesi il ruolo di squadra di salvataggio (RIT – Rapid Interventi Team) e soltanto per il salvataggio di pompiere è presa molto in considerazione e viene fornita di personale, appena vi sono più pompieri al lavoro all’interno di una zona IDHL (Immidiatly Dangerius for Health and Life). Non solo vi è un ufficiale chiamato Safty Officer che monitora le condizioni di sicurezza dell’area e gestisce anche la squadra RIT cosi da allegerire il CI Comandate d’incidente l’equivalente del nostro ROS.

Per il team di ricerca purtroppo c’è bisogno di addestramento alle diverse modalità di ricerca con le corde nei grandi ambienti. Vi sono più metodologie di ricerca con corde primarie e secondarie, ricerca in parallelo o in orbitale (No verranno menzionate in questo post) data la complessità. Non solo la cosa si complica se il pompiere in diffivoltà non collabora nella sua estrazione, qui invece vi è bisogno di skill di prese per faticare il meno possibile nella direzione di consumare meno aria.
Vi invito a leggere il repor del pompiere Jhon Nance. Potra darvi un’idea dei livelli di frustrazione che si possono raggiungere.
https://vvf-flashover-garofalo.blogspot.com/2020/05/salvataggio-del-pompiere-john-nance.html
Riassumendo serve una estrema consapevolezza tattica a tutti i livelli dal ROS al team di ricerca alla Vittima quest’ultima dovrà conservare l’aria più possibile per essere recuperabile in vita, dai propri fratelli che rischieranno la propria per trovarlo.
VC Riccardo Garofalo

 

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