Procedura Interventi in presenza di Materiale Contenente Amianto (MCA)

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Interventi in presenza di
Materiale Contenente Amianto (MCA)

PREMESSA – QUANDO UN INTERVENTO SI CLASSIFICA IN QUESTA CATEGORIA
È difficile stabilire a priori e con certezza la presenza o meno di MCA (Materiale Contenente
Amianto), per i molti campi di applicazione e la grande diffusione che questi materiali hanno avuto dagli
inizi del ‘900 fino al 1991, anno nel quale, in Italia, ne è stato disposta la dismissione dalla produzione e dal
commercio, la cessazione dell’estrazione, dell’importazione, dell’esportazione e dell’utilizzazione. Inoltre i
comportamenti illeciti finalizzati ad evitare le incombenze dello smaltimento determinano la dispersione di
questi materiali tra i normali rifiuti urbani e in discariche illegali.
Essendo stati prodotti nel corso degli anni conglomerati composti da un impasto di cemento e fibra
di vetro o di fibre vegetali come la canapa, utilizzati per realizzare manufatti generalmente indistinguibili a
vista da quelli realizzati con asbesto (amianto), l’effettiva presenza dell’amianto può essere stabilita
esclusivamente con metodi analitici di laboratorio.
A solo titolo di esempio si citano, in un elenco certamente non esaustivo, gli scenari d’intervento
nei quali è ragionevole che sussista la maggiore probabilità di presenza di MCA e le sue possibili forme:
Scenari MCA
– Incendi o crolli di capannoni, edifici
industriali, tettoie
– Incendi o crolli di strutture originalmente
adibite a studi cinematografici
– Incendi di edifici con strutture in acciaio
– incendi o crolli di edifici in genere
– Incendi di centrali termiche per
produzione di acqua calda o di vapore
– Taglio di casseforti, armadi blindati, porte
tagliafuoco
– lastre, ondulati, vasche e cassoni di accumulo, tegole,
canne (fumarie e di ventilazione) e tubazioni in
fibrocemento
– coibentazioni e pannelli insonorizzanti
– ricoprimenti a spruzzo delle strutture in cemento armato
e delle travature metalliche con impasto di amianto e
leganti (gesso, calce, cemento)
– ricoprimenti a spruzzo delle    pareti e dei solai con
impasto di amianto e colle
– pavimenti e piastrelle in vinil‐amianto
– corde in tessuto e guarnizioni di tenuta
– pannelli, materassini e corde di coibentazione
– coibentazioni in fibrocemento e in fibrocartone applicate
o meno su cemento o laterizio refrattario
– lastre e intonaci in gesso‐amianto
– fioriere
– Incendi di sterpaglie – manufatti in cemento‐amianto

NOTA:  il fibrocemento viene spesso definito “Eternit”, dal nome del suo principale produttore.

DISPOSIZIONI DI RIFERIMENTO già emanate
GESTIONE DELLA SALA OPERATIVA
Per quanto in premessa, pur nella consapevolezza dell’oggettiva difficoltà di acquisire informazioni
specifiche, la Sala Operativa dovrà sollecitare ogni notizia utile circa la possibile presenza di amianto e la
sua quantità.
In particolare, nel caso di incendi o crolli di capannoni e di strutture con coperture leggere, per gli
incendi di canna fumaria e per gli scenari citati in premessa, al momento della segnalazione dell’evento
potranno essere raccolte informazioni finalizzate alla valutazione precoce della presenza di MCA.
Anche a fronte della richiesta da parte delle Forze di polizia e dell’A.G. di forzatura di casseforti,
armadi blindati e vecchie porte tagliafuoco, si dovranno richiedere informazioni sull’eventuale presenza di
amianto o sull’anno di fabbricazione del manufatto; nel caso specifico si sottolinea che il taglio dei
materiali coibenti interni al corpo metallico, spesso costituiti da elementi refrattari, richiede comunque
l’adozione di adeguata protezione dalle polveri.
Domande da porre:
• La copertura (del capannone, della tettoia, ecc.) è in Eternit o materiale simile?
• La struttura è stata realizzata dopo il 1992?
• Quali sono le sue dimensioni?
oppure
• La canna fumaria è a vista? È in Eternit o di materiale simile al cemento?
• La copertura (.. la canna fumaria od altro materiale in fibrocemento) è danneggiata, è crollata
totalmente o in parte, è coinvolta nell’incendio?
oppure
• In che anno è stata fabbricata la … (cassaforte, porta tagliafuoco, l’armadio blindato)
Enti/persone da allertare (vedi il testo del fonogramma tipo allegato):
specificatamente competenti:
• Comune o il Municipio di competenza
• Vigili Urbani
• Servizio d’igiene pubblica e di tutela dell’ambiente (ARPA)
• ASL territorialmente competente
di supporto, qualora necessario:
• ARES 118
• Polizia di Stato e/o Carabinieri
Potranno essere inserite le eventuali disposizioni vigenti già emanate dal Comando, precisando quali sono sostituite o
integrate dalla presente procedura

MEZZI IDONEI PER L’INTERVENTO ED ATTREZZATURE
Attrezzature:
Protezione delle vie respiratorie
• Autorespiratore a ciclo aperto con maschera a pieno facciale
• Maschera a pieno facciale o semimaschera, con filtro P3
• Facciale filtrante monouso con valvola di espirazione FFP3 (confezione in busta singola)
Protezione dalle polveri e dalle fibre
• Tuta monouso Categoria 3, tipo 4, con cappuccio e calzino integrato (standard NBCR VF)
• Guanti (da lavoro, in lattice, ecc. in funzione delle esigenze)
PREVENZIONE DELL’ESPOSIZIONE ‐ I normali DPI da intervento in dotazione, se correttamente indossati,
costituiscono una efficace barriera; tuttavia, in caso di reale esposizione devono essere trattati per la
rimozione delle fibre di amianto che si sono eventualmente depositate sui materiali e i tessuti.
I DPI monouso integrano, e non sostituiscono, quelli di normale dotazione; le tute hanno, in questo
contesto, lo scopo di preservare gli indumenti sottostanti dalle fibre. Tutti i DPI monouso non devono
essere esposti al calore ed alla fiamma.
Confinamento dei DPI, degli indumenti e delle attrezzature
• Sacchi in materiale plastico per il contenimento di materiali, indumenti e DPI
Confinamento di campioni (raccolta di materiale da sottoporre successivamente ad analisi)
• Qualsiasi contenitore, busta, tessuto atto a contenere completamente il campione ed a evitare la
dispersione di fibre, vial da ml 20 o superiore
Per l’attuazione della procedura il caricamento delle APS è quindi così integrato:
− Sacchi di polietilene 10
− Buste in polietilene per in contenimento dei campioni
− Tute monouso Cat. 3 tipo 4 10
− Mascherine monouso tipo FFP3 10
Automezzi (sono indicati esclusivamente quelli necessari per il lavaggio della persona, come previsto in
CASI PARTICOLARI) e attrezzatura di lavaggio:
PERICOLO AMIANTO
L’amianto è un minerale che, pur essendo piuttosto friabile, è formato da fibre molto resistenti e
piccole tanto da essere facilmente inalate, depositandosi nei polmoni e causando un potenziale danno ai
tessuti che può evolversi in neoplasia.
L’amianto, o asbesto, è un insieme di minerali del gruppo dei silicati, serie mineralogiche del
serpentino e degli anfiboli.
I minerali che sono classificati dalla normativa italiana come amianto sono:
Il Comando dovrà inserire le risorse campali di cui dispone, utili per effettuare il lavaggio finalizzato alla rimozione delle fibre;
potranno, ad esempio, essere  utilizzate le attrezzature per la decontaminazione NBCR, consistenti ordinariamente in:
– livello provinciale:   RI/NBCR
– livello regionale:   Shelter  Decontaminazione o FT1, RI/NBCR

• crisotilo (amianto bianco)
• amosite (amianto bruno) nome commerciale
dei minerali grunerite e cummingtonite
• antofillite
• crocidolite (amianto blu) varietà fibrosa del minerale
riebeckite
• tremolite dal nome della Val Tremola in Svizzera
• actinolite
Alle varietà di amianto sono associati diversi livelli di pericolo per la salute, tuttavia questo fattore
potrà difficilmente essere preso in considerazione nelle fasi operative.
Le fibre di amianto sono particolarmente dannose per i fumatori.
Un aspetto importante nella valutazione del rischio rappresentato dall’amianto è lo stato di
aggregazione del MCA. La letteratura indica due forme principali:
• fortemente agglomerato (matrice forte, matrice compatta, materiali non friabili) materiali duri che
possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l’impiego di attrezzi meccanici;
• debolmente agglomerato (matrice debole, materiali friabili) materiali che possono essere
facilmente sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice pressione manuale.
Rispetto questa suddivisione talvolta sono annoverati a parte gli amianti allo stato puro.
PROCEDURA GENERALE DI INTERVENTO
Non appena il ROS, nella ricognizione iniziale o nelle fasi successive dell’intervento, ha la
consapevolezza, ovvero la conferma, sulla base di informazioni assunte sul posto o
precedentemente ricevute dalla Sala Operativa o da altre fonti, che sullo scenario incidentale vi
sono materiali che potrebbero contenere amianto (MCA):
• effettua una valutazione sommaria sulla tipologia di materiale, facendo particolare attenzione
alla distinzione tra matrice debole e forte, la sua ubicazione, il grado di coinvolgimento ovvero
una stima approssimativa della quantità effettivamente coinvolta nell’evento e la conseguente
dispersione di fibre, dandone una prima notizia sommaria alla sala operativa;
• comunica la possibile presenza di MCA a tutto il personale presente sullo scenario e si
assicura che nessuno sia inutilmente esposto;
• valuta la direzione prevalente del vento adoperandosi affinché non vi siano persone non
protette nell’area sottovento, raccomandando la chiusura dei serramenti delle abitazioni ed in
generale degli ambienti di vita o di lavoro limitrofi; a tale scopo informa della possibile
presenza di MCA il responsabile dell’ordine pubblico affinché assuma inoltre ogni utile
iniziativa per limitare l’accesso allo scenario incidentale ed in generale alle aree interessate,
di persone e operatori non indispensabili e non adeguatamente protetti;
• cura che vengano chiusi i finestrini e gli sportelli delle cabine di guida degli automezzi VF,
evitandone nei limiti del possibile l’apertura;
• cura che il personale coinvolto o comunque potenzialmente esposto, utilizzi, in funzione dello
scenario de delle condizioni operative, il facciale filtrante FFP3 correttamente indossato, o la
maschera con filtro P3, o l’autorespiratore;

• in caso di incendio si assicura che il personale indossi inoltre tutti i DPI di dotazione
personale (casco di protezione, sottocasco ignifugo, completo antifiamma, guanti) in modo da
minimizzare l’eventuale esposizione degli indumenti sottostanti ed il loro contatto con la fibra;
• in caso di crollo e durante le operazioni di rimozione di macerie oppure per lo smassamento
di materiali combusti potrà essere convenientemente utilizzata acqua frazionata per
l’abbattimento delle polveri e delle eventuali fibre aerodisperse;
• quando possibile e quando le condizioni operative lo consentano farà indossare indumenti
(tute) monouso della tipologia adottata in ambito NBCR, considerando che questi DPI non
possono essere direttamente esposti né al calore, né alla fiamma;
• la dispersione di fibra si riduce, fino ad annullarsi, in caso di pioggia ed in funzione della sua
intensità; in tal caso i provvedimenti cautelativi e le aree considerate d’interesse potranno
essere diversamente modulati.
Il rischio, reale o presunto, rappresentato dal MCA, non deve essere motivo per
sottovalutare gli altri pericoli presenti sullo scenario operativo.
La sovrastima del rischio costituito dalla presenza di MCA può causare un eccesso di
provvedimenti che possono diminuire od ostacolare il soccorso e perfino costituire a loro
volta un elemento di rischio per l’operatore.
Lo scopo primario dell’attività del Vigile del Fuoco è la salvaguardia della vita umana:
l’attuazione di adempimenti secondari non può comportare ritardo nell’azione di soccorso.
SICUREZZA
La valutazione speditiva delle condizioni operative, tipica del soccorso, è resa particolarmente
complessa in presenza di amianto, per la molteplicità dei fattori che determinano per gli operatori il
possibile rischio di esposizione, diretta o indiretta, alle fibre. Una valutazione empirica potrà essere fatta
utilizzando le tabelle che seguono.
ATTENZIONE – queste tabelle concorrono a stabilire il rischio di dispersione delle fibre di
amianto; la valutazione circa l’entità del materiale disperso e la quantità di
quello coinvolto sono necessariamente attribuite al ROS. L’impiego dei DPI,
secondo quanto riportato in tabella, è valutato dal ROS in funzione delle
condizioni operative, dell’entità e dello stato del MCA.
Tabella 1 Correlazione tra le condizioni generali (del materiale, operative e ambientali), le azioni
(procedurali e protettive) e l’incidenza dei fattori operativi
Tabella 2 Attitudine dei materiali al rilascio di fibra in funzione della tipologia e delle condizioni
Tabella 3 Azioni protettive adottabili in funzione dell’attitudine del materiale a rilasciare fibra
Tabella 4 Potenziale di rilascio di fibra in funzione della tipologia di materiale e la percentuale di amianto
contenuto

Tabella 1
* = per vettori si intendono tutti gli elementi che possono trasportare la fibra di amianto dispersa
dall’interno dell’area di interesse verso l’esterno, e che sono, ad esempio, la movimentazione dei materiali
non trattati, il transito di automezzi, ecc.   CONDIZIONI AZIONI
MCA
Condizioni operative
Condizioni ambientali
Azioni procedurali
Azioni protettive
Friabilità
(debolezza della matrice)
Quantità coinvolta e
degradata (dall’incendio, dal
crollo, dalla lavorazione, ecc)
con perdita di coesione
Percentuale di fibra contenuta
nel materiale
Probabilità di inalazione
Distanza dell’operatore dal
punto di rilascio
Velocità del vento
Tenore di umidità
Limitazione o blocco dei
vettori di trasmissione della
fibra materiale
Uso di acqua nebulizzata
Livello di protezione delle vie
respiratorie
Corretto uso dei DPI delle vie
respiratorie
Attitudine al rilascio di fibre
Tempo di permanenza
Probabilità di dispersione di
fibre
Probabilità di esposizione
dell’operatore
Area di diffusione
= Direttamente
proporzionale
= Inversamente
proporzionale
Condizioni incidentali Tipo e intensità dell’evento
(incendio, crollo)

Tabella 2
ATTITUDINE alla diffusione della fibra di amianto
Condizione dei materiali Integri e non
sollecitati Sensibilmente degradati Sollecitati da lavorazioni, esposti a
incendio o coinvolti in crollo rovinoso
Amianto fortemente agglomerato
Fioriere in cemento-amianto trascurabile bassa elevata
Facciate/coperture in cemento-amianto trascurabile bassa elevata
Tegole in cemento-amianto trascurabile bassa elevata
Tubazioni e serbatoi in cemento-amianto trascurabile bassa elevata
Amianto debolmente agglomerato
Malta per la coibentazione di tubi bassa elevata elevatissima
Isolamenti per caldaie bassa elevata elevatissima
Pavimenti * trascurabile bassa elevata
Pannelli compressi trascurabile bassa elevata
Lastre leggere per l’edilizia bassa elevata elevatissima
Rivestimenti in amianto spruzzato bassa elevata elevatissima
Amianto allo stato puro
Barriere antifiamma bassa elevata elevatissima
Stuoie isolanti bassa elevata elevatissima
Tessuti ignifughi bassa elevata elevatissima
NOTA: Schema di valutazione derivato dal modello sviluppato dall’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni
‐ Suva. Divisione Sicurezza sul lavoro. Lucerna – “Amianto: come riconoscerlo e intervenire correttamente”
Rispetto il testo originale sono stati rielaborati, a maggior cautela, i seguenti elementi
– la tabella è stata intitolata “attitudine alla diffusione della fibra di amianto” per una migliore contestualizzazione;
– i livelli di “pericolo” sono rimodulati in livelli di “attitudine al rilascio della fibra di amianto”, conseguentemente la descrizione “nessun pericolo diretto” è
sintetizzata come “trascurabile”, il “basso pericolo” in “bassa”, l’”elevato pericolo” in “elevata” ed è stato aggiunto a maggior tutela un livello “elevatissimo”,
tutti riferiti appunto all’attitudine;
– la condizione “senza lavorazione, pulizia, rimozione” è stata convertita in “materiali non sollecitati” mantenendone quindi inalterato il senso;
– la condizione “con lavorazione, pulizia, rimozione” è stata convertita in “fortemente degradati”;
– il livello “elevatissimo” eventualmente associato alla nuova condizione di “sollecitati da lavori, esposti a incendio o coinvolti in crollo rovinoso” è stata adottata
per la maggiore cautela necessaria per i materiali in matrice debole, che in quelle condizioni possono causare il collasso del MCA stesso e la dispersione delle
fibre di una parte significativa della massa totale interessata;
– la nuova definizione “sollecitati da lavorazioni, esposti ad incendio o coinvolti in crollo rovinoso” definisce la condizione in cui anche gli elementi in matrice
forte subiscono una considerevole perdita di coesione;
*= i pavimenti in vinil amianto sono spesso collocati per definizione tra le matrici deboli, in quanto può essere facilmente prelevato un campione del materiale
senza utilizzare utensili, solo piegando il foglio o la mattonella. Tuttavia la dispersione di fibra è estremamente limitata e assimilabile ai materiali in matrice forte.
Tabella 3
AZIONI PROTETTIVE
adottabili in funzione dell’attitudine
del materiale a rilasciare fibra
DPI specifici per la protezione
delle vie respiratorie
Eventuali DPI specifici per la
protezione da fibre e polveri
Procedure di bonifica dei
materiali e degli operatori VF
trascurabile Rilascio di fibre assente o scarso Ordinariamente non previsti Ordinariamente non previsti
bassa Potenziale rilascio di fibre Facciale filtrante FFP3 Ordinariamente non previsti
Tuta monouso cat. 3 tipo 4
elevata Elevato rilascio di fibre Facciale filtrante FFP3
Maschera con filtro P3 Tuta monouso cat. 3 tipo 4
elevatissima Perdita di coesione cui  consegue
un massiccio rilascio di fibre
Maschera con filtro P3
Autorespiratore Tuta monouso cat. 3 tipo 4
DPI e materiali:
– precauzionalmente ogni
volta che venga ritenuta
credibile la presenza di MCA
Persone:
– in presenza di evidente
rilascio di fibre da matrice
debole
DPI specifici per la protezione delle vie respiratorie, DPI specifici per la protezione da polveri, Procedure di bonifica:
– gli elementi sono stati elaborati sulla base della letteratura riguardo la probabilità e la severità del rilascio di fibre

Tabella 4
Tipo di materiale Presenza di amianto POTENZIALE di rilascio
Ricoprimenti a spruzzo e rivestimenti isolanti
Fino all’85% circa di amianto. spruzzato
per la coibentazione delle strutture
portanti di acciaio o per l’isolamento
termoacustico delle superfici
ELEVATO
Elevata friabilità
Rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie
Rivestimenti in miscela al 6-10% con
silicati di calcio
Tele, feltri, imbottiture composte in
genere fino al 100% di amianto
ELEVATO (ed elevata friabilità) se i
rivestimenti non sono ricoperti con
strato sigillante di finitura uniforme e
intatto
Funi, corde e tessuti Generalmente 100% di amianto Possibilità di rilascio di fibre
Cartoni, carte e prodotti affini Fino al 100% di amianto.
Sciolti e maneggiati, carte e cartoni,
non avendo una struttura molto
compatta, sono soggetti a facili
abrasioni ed a usure
Prodotti in amianto-cemento Generalmente realizzati con impasto del
10-15% di amianto
Possono rilasciare fibre se abrasi,
segati, perforati o spazzolati, oppure
se deteriorati o frantumati
Prodotti bituminosi, mattonelle di vinile con
intercapedini di carta di amianto, mattonelle e
pavimenti vinilici, PVC e plastiche rinforzate,
ricoprimenti e vernici, mastici,sigillanti, stucchi
adesivi contenenti amianto
Dallo 0,5 al 2% per mastici, sigillanti,
adesivi, al 10-25% per pavimenti e
mattonelle vinilici
Improbabile rilascio di fibre durante
l’uso normale. Possibilità di rilascio di
fibre se tagliati, abrasi o perforati
PROCEDURA GENERALE DI INTERVENTO – uscita degli operatori, qualora ritenuta
credibile la presenza di MCA
TECNICA ad umido
Nella fase conclusiva dell’intervento, per minimizzare l’eventuale dispersione di fibre eventualmente
depositate sulle attrezzature e sui DPI utilizzati, l’operatore con indosso l’intero equipaggiamento potrà
essere brevemente esposto ad un getto di acqua frazionata irrorato dalla distanza di alcuni metri, al solo
scopo di inumidire i tessuti; ovviamente questa precauzione non sarà necessaria in caso di pioggia o
quando i materiali ed i tessuti siano già bagnati, come per esempio può accadere nel corso dello
spegnimento di un incendio. Devono essere evitati getti diretti verso l’operatore che risultano dannosi e
inefficaci. Particolare attenzione dovrà essere posta alla suola degli stivali. Si ricorda che elmo e calzature
vanno semplicemente sottoposte a getto d’acqua poiché non trattengono le fibre d’amianto e possono
essere riutilizzati immediatamente.
TECNICA a secco (prevista dalla NFPA – National Fire Protection Association)
La rimozione della fibra dagli indumenti, preferibilmente asciutti, può avvenire utilizzando uno specifico
aspiratore dotato degli opportuni accessori, caratterizzato da adeguata potenza e da filtro EPA sul
condotto dell’aria espulsa. L’indumento potrà essere trattano preliminarmente anche se indossato.
In entrambi i casi, nella fase di rimozione degli indumenti di protezione l’operatore dovrà
mantenere una adeguata protezione delle vie respiratorie. Si procederà quindi secondo quanto previsto AL
TERMINE DELL’INTERVENTO

CASI PARTICOLARI
Qualora il funzionario di servizio, recatosi sul posto dell’intervento, abbia constatato che il
personale intervenuto sia entrato in intimo contatto con una significativa quantità di fibra di amianto,
specie se in matrice debole e con fibre visibili depositate sull’equipaggiamento, potrà disporre il lavaggio
sul posto degli operatori utilizzando eventualmente le attrezzature per la decontaminazione NBCR
(elencati in MEZZI IDONEI PER L’INTERVENTO ED ATTREZZATURE).
In questa circostanza il personale coinvolto, rimossi e confinati indumenti e DPI esposti alla fibra,
terminata la fase di lavaggio, indosserà gli indumenti monouso previsti per le emergenze NBCR. Al rientro
in sede, il personale provvederà ad effettuare una seconda doccia con detergenti ordinari, facendo
particolare attenzione al lavaggio dei capelli. Al termine il personale riprenderà il normale turno di servizio.
AL TERMINE DELL’INTERVENTO qualora ritenuta credibile la presenza di MCA
Concluso l’intervento, si dovrà procedere sul posto, anche a solo scopo precauzionale, alla pulizia
delle attrezzature utilizzate mediante un accurato lavaggio con getto di acqua frazionata; una volta
rientrati in sede, gli stessi materiali, qualora ritenuto necessario, potranno essere sottoposti ad un ulteriore
lavaggio. I materiali e le attrezzature che non possono essere così trattati potranno essere
temporaneamente confinati per le successive valutazioni del caso.
Prima di salire sui propri automezzi, il personale potenzialmente esposto provvederà alla
svestizione dei D.P.I. (equipaggiamento completo di intervento, composto da giaccone e pantalone
antifiamme, sottocasco, guanti) riponendoli in un sacco di polietilene sul cui involucro esterno dovrà essere
apposto nome, cognome, data e nota del materiale contenuto. I D.P.I. raccolti nei sacchi verranno inviati
alla struttura del Comando individuata per il seguito di competenza. Le calzature ed il casco di protezione
potranno essere lavati accuratamente con acqua.
Se l’equipaggiamento da intervento è stato indossato correttamente, gli indumenti sottostanti
saranno stati preservati dal contatto con la fibra. Nel caso non sia stato possibile seguire la procedura,
ovvero quando non sia stato indossato l’intero l’equipaggiamento protettivo e si ritenga ci sia stata
esposizione alla fibra di amianto, si applicheranno agli indumenti esposti le tecniche già illustrate in
PROCEDURA GENERALE DI INTERVENTO, USCITA DEGLI OPERATORI, valutando, da parte del funzionario di
servizio, l’esigenza e l’opportunità di applicare quanto previsto in CASI PARTICOLARI secondo i criteri lì
enunciati. Al rientro in sede sarà comunque buona norma effettuare una doccia con il lavaggio
particolarmente accurato dei capelli.
Prima del rientro, dovranno essere lavati esternamente con abbondante acqua, gli automezzi di
soccorso intervenuti.
COMUNICAZIONI, ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E DI POLIZIA GIUDIZIARIA
Durante l’intervento il ROS dispone il prelievo di un campione del materiale a presunto contenuto
di amianto (o più campioni, qualora si possa ragionevolmente ritenere che siano presenti materiali diversi),
lo introduce nella prevista busta (o in mancanza di questa, in un contenitore, busta, o qualsiasi altro
materiale che isoli e contenga le eventuali polveri o frammenti dispersi) sigillandola con nastro o
annodandone l’estremità; parimenti, al rientro dall’intervento, registra sul modello previsto (Scheda
acquisizione di notizie per la sospetta presenza di amianto) tutte le informazioni richieste; il modello sarà
eventualmente reso reperibile sul sito intranet del Comando.
Successivamente la scheda ed il campione (o campioni) dovranno essere inviati al Comando che ne
curerà la preparazione e la consegna in condizioni standard al Centro Regionale Amianto della USL od altro
istituto pubblico, secondo specifici accordi da intraprendere a cura della Direzione Regionale; dovranno
inoltre essere rispettate le indicazioni eventualmente fornite dal laboratorio che ne effettuerà l’analisi.
Il campione potrà essere trattato nell’ambito dei singoli Comandi ma con criteri generali di
omogeneità e sotto il coordinamento della Direzione Regionale, che potrà avvalersi del Nucleo Regionale
NBCR, con l’attribuzione di un codice numerico (o alfanumerico): tutta la relativa documentazione dovrà
fare esplicito riferimento a questa codifica.
PREPARAZIONE DEL CAMPIONE
– Le analisi di laboratorio necessarie per accertare la presenza di amianto richiedono
una minima quantità di materiale. Pertanto sarà necessario che il campione sia
opportunamente dimensionato e introdotto, a scopo di contenimento, in una vial
in vetro o in materiale plastico con chiusura a vite, di ml 20 di volume o superiore.
Ogni vial dovrà essere identificata secondo un principio generale di qualità per
evitare che i campioni possano essere confusi tra di loro. Il codice che verrà
attribuito (o i codici, nel caso di più campioni) dovrà essere univoco a livello
regionale, e sarà associato con la “SCHEDA ACQUISIZIONE DI NOTIZIE PER LA
SOSPETTA PRESENZA DI AMIANTO”. Ogni Comando istituirà un REGISTRO generale
dei campioni in entrata; per ogni campione sarà compilata una SCHEDA. Qualora il
Nucleo Regionale NBCR abbia già adottato una procedura analoga per le proprie
finalità, queste dovranno essere unificate.
Adempimenti del funzionario di servizio:
– fonogramma alle autorità competenti per la segnalazione della probabile presenza di amianto.
Adempimenti del Servizio Prevenzione e Protezione
– invio del campione presso il Centro Regionale Amianto della USL o altro centro istituzionale di
valutazione; comunicazione dell’esito alla Direzione Regionale e successivi adempimenti in caso di
confermata presenza di amianto di concerto con il medico competente.
RIENTRO IN SEDE, MANUTENZIONE MEZZI, ATTREZZATURE
Bonifica degli autoprotettori potenzialmente esposti a fibra di amianto dispersa:
Gli autoprotettori dovranno essere sottoposti sul posto ad un accurato lavaggio con acqua
nebulizzata per 3‐5 minuti e successivamente riposti all’interno di sacchi di polietilene chiusi.
Al rientro in sede i sacchi contenenti gli autoprotettori dovranno essere riposti in un’apposita area
esterna ovvero immediatamente trattati.
La bonifica degli autoprotettori richiede una vasca di lavaggio, detergente e una idropulitrice ad
acqua fredda (secondo necessità potrà essere utilizzato il sistema di decontaminazione dei RI/NBCR);
l’operazione dovrà poi avvenire secondo la successiva sequenza di attività:
1) predisposizione della vasca e del collegamento del tubo di scarico al sistema di scarico delle acque reflue;
2) vestizione di D.P.I. da parte degli operatori: maschera monouso tipo FFP2/FFP3, guanti in lattice (di tipo
monouso o riutilizzabili, secondo necessità);
3) spostamento dei sacchi contenenti gli autoprotettori all’interno della vasca;
4) apertura dei sacchi, estrazione degli autoprotettori e inserimento dei predetti sacchi vuoti all’interno di un sacco
nuovo per la raccolta di tali rifiuti;
5) lavaggio con acqua e sapone all’interno del contenitore stesso, e successivo risciacquo con acqua nebulizzata o
con idropulitrice per 2‐4 minuti. ATTENZIONE, le idropolutrici sono caratterizzare da pressioni elevate
all’ugello, tali da produrre danni al materiali se non utilizzate con le dovute accortezze.
6) smontaggio degli elementi dell’autoprotettore: bombola, spallaccio e maschera;
7) trasferimento della bombola e della maschera al laboratorio autoprotettori per ordinario ciclo di pulitura,
ricarica e collaudo;
8) ulteriore accurato lavaggio degli spallacci con acqua nebulizzata o con idropulitrice per 2‐4 minuti;
9) terminati gli autoprotettori da bonificare, lavaggio della vasca con acqua;
10) chiusura del sacco di raccolta, previo inserimento di maschere e guanti in lattice usati per le precedenti
operazioni, e trattamento come rifiuto ordinario.
Procedura per il magazzino vestiario (o della struttura del Comando che si occupa del vestiario)
REVISIONE CRITICA DELL’INTERVENTO E ADDESTRAMENTO
ADDESTRAMENTO
• Uso, vestizione e svestizione corretta degli indumenti monouso e dei facciali filtranti
• Uso delle attrezzature di decontaminazione (lavaggio della persona) e relative procedure
• Composizione e uso dei kit di vestizione
• Procedure di prelievo, preparazione e identificazione del campione
NORMATIVA E PUBBLICAZIONI TECNICHE – Principale normativa nazionale di riferimento
Norme giuridiche
DECRETO MINISTERIALE 18 aprile 1973 (Elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali)
LEGGE 29 maggio 1974, n. 256 (Classificazione e disciplina dell’imballaggio ed etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi)
DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 24 maggio 1988, n. 215 (Attuazione delle direttive CEE numeri 83/478 e 85/610 recanti, rispettivamente, la quinta e la
settima modifica – amianto – della direttiva CEE n. 76/769 per il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative
alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi, ai sensi dell’art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183)
Art. 5 (Etichettatura)
LEGGE 27 marzo 1992, n. 257 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto)
DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 8 agosto 1994 (Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e Bolzano per l’adozione di
piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto)
DECRETO MINISTERIALE 6 settembre 1994 (Normative e metodologie tecniche di applicazione dell’art. 6, comma 3, e dell’art. 12, comma 2, della legge 27 marzo
1992, n. 257, relativa alla cessazione dell’impiego dell’amianto)
DECRETO LEGISLATIVO 17 marzo 1995, n. 114 (Attuazione della direttiva n. 87/217/CEE in materia di prevenzione e riduzione dell’inquinamento dell’ambiente
causato dall’amianto)
DECRETO MINISTERIALE 26 ottobre 1995 (Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica dei materiali
contenenti amianto presenti nei mezzi rotabili)
DECRETO MINISTERIALE 14 maggio 1996 (Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l’amianto, previsti
dall’art. 5, comma 1, lettera f), della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante: “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”)
DECRETO LEGISLATIVO 25 novembre 1996, n. 645 (Recepimento della direttiva 95/85/CEE concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro
delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento)
DECRETO LEGISLATIVO 3 febbraio 1997, n. 52 (Attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze
pericolose)
DECRETO MINISTERIALE 12 febbraio 1997 (Criteri per l’omologazione dei prodotti sostitutivi dell’amianto)
DECRETO MINISTERIALE 28 aprile 1997 (Attuazione dell’art. 37, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, concernente classificazione, imballaggio
ed etichettatura delle sostanze pericolose)
Il Comando, in funzione della propria organizzazione logistica, realizzerà una procedura.
Orientativamente si possono ipotizzare due tipi di azioni:
– pretrattamento degli indumenti (in analogia alla procedura per gli autorespiratori), con l’obiettivo della rimozione dell’eventuale
presenza di fibra, prima del conferimento alla lavanderia
– conferimento diretto degli indumenti chiusi in sacchi di polietilene ad una lavanderia specializzata
Per quanto riguarda la sostituzione temporanea del vestiario e dei guanti, il Comando potrà predisporre un adeguato numero kit di
completi antifiamma e guanti, anche usati e debitamente sanificati, da consegnare temporaneamente al personale interessato fino al
ritorno di quelli precedentemente inviati al lavaggio. Sarà cura dell’incaricato del vestiario contattare tempestivamente l’interessato, per il
ritiro del DPI assegnati e del ripristino della scorta.

DECRETO MINISTERIALE 31 maggio 1999 (Individuazione delle lavorazioni vietate per la fornitura di lavoro temporaneo, ai sensi dell’art. 1, comma 4, della legge 24
giugno 1997, n. 196)
DECRETO MINISTERIALE 20 agosto 1999 (Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere
innocuo l’amianto, previsti dall’art. 5, comma 1, lettera f), della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto)
LEGGE 23 marzo 2001, n. 93 (Disposizioni in campo ambientale)
Art. 20 (Censimento dell’amianto e interventi di bonifica)
DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO MINISTRI 10 dicembre 2002, n. 308 (Regolamento per la determinazione del modello e delle modalità di tenuta del registro dei
casi di mesotelioma asbesto-correlati ai sensi dell’art. 36, comma 3, del decreto legislativo n. 277/1991)
DECRETO LEGISLATIVO 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti)
DECRETO MINISTERIALE 13 marzo 2003 (Criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica)
DECRETO MINISTERIALE 29 luglio 2004, n. 248 (Regolamento relativo alla determinazione e disciplina delle attività di recupero dei prodotti e beni di amianto e
contenenti amianto)
DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale)
DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi
di lavoro)
DECRETO LEGISLATIVO 3 agosto 2009, n. 106 (Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro)
DECRETO LEGISLATIVO 27 ottobre 2011, n. 186 (Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla
classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio di sostanze e miscele, che modifica ed abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che modifica il regolamento (CE)
n. 1907/2006)
Interpretazioni ed istruzioni amministrative
MINISTERO INDUSTRIA circolare 17 febbraio 1993, n. 124976 (Modello unificato dello schema di relazione di cui all’art. 9, commi 1 e 3, della legge 27 marzo
1992, n. 257, concernente le imprese che utilizzano amianto nei processi produttivi o che svolgono attività di smaltimento o di bonifica dell’amianto)
MINISTERO SANITA’ circolare 12 aprile 1995, n. 7 (Circolare esplicativa del decreto ministeriale 6 settembre 1994)
INAIL nota tecnica 26 settembre 1995 (Linee di condotta sull’esposizione all’amianto)
INAIL circolare 23 novembre 1995, n. 252 (Art. 13, comma 8, della legge n. 257/1992 modificato dalla legge n. 271/1993 – Benefici previdenziali per i lavoratori
esposti all’amianto)
Pubblicazioni
– Commissione Europea, DG Occupazione, Affari sociali e Pari opportunità. Guida pratica sulle migliori prassi per prevenire o minimizzare i
rischi dell’amianto in lavori che implicano (o possono implicare) la presenza di amianto: per il datore di lavoro, i lavoratori e l’ispettore del
lavoro. Guida pubblicata dal Senior Labour Inspectors Committee (SLIC – Comitato degli alti responsabili degli ispettorati del lavoro)
– Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni ‐ Suva. Divisione Sicurezza sul lavoro Lucerna ‐ Amianto: come riconoscerlo e
intervenire correttamente
– ISPESL ‐ Dipartimento Documentazione, Informazione e Formazione ‐ PREVENZIONE DEL RISCHIO DA AMIANTO ‐ Informazione e
formazione dei lavoratori nell’applicazione del D.Lgs. n° 277/91, in collaborazione con Università degli Studi di Roma “La Sapienza”,
Cattedra di Medicina del Lavoro, e SPRESAL ASL RMA – Roma
– CIRCOLARE Ministero dell’Interno N. 6 Prot. n. EM 2952/24205 del 22 Maggio 2002. Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso
Pubblico e della Difesa Civile, Direzione Centrale per l’Emergenza ed il Soccorso Tecnico. “Scenari d’intervento tradizionali e non
convenzionali ‐ Organizzazione della risposta del C.N.VV.F. alle emergenze di tipo chimico,  biologico, nucleare e radiologico”
– Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, Medicina del Lavoro e formazione Sanitaria ‐ Atti del convegno
Amianto e misure di prevenzione e protezione – Direzione Regionale Lazio – ISA 6 novembre 2006
Allegati
– Esempio di scheda per l’acquisizione di notizie univoca a livello regionale, da trasmettere in copia al laboratorio di riferimento in allegato al
campione
– Testo tipo di fonogramma per la comunicazione della sospetta o confermata presenza di MCA
– Esempio di scheda per la registrazione dei campioni in entrata e per l’assegnazione del codice numerico o alfanumerico univoco a livello
regionale
– Esempio di scheda associata al campione. Il modello si riferisce per tipologia alla metodica utilizzabile in ambito NBCR, può tuttavia essere
adattata secondo esigenze.
Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di ____________
SCHEDA ACQUISIZIONE DI NOTIZIE PER LA SOSPETTA PRESENZA DI
AMIANTO
Scheda data _____________ n. __________ Indirizzo
Comune ___________________________________ Scheda altro Comando n. __________
Tipologia INCENDIO F CROLLO F ALTRO:
_____________________________________________________
Squadre intervenute
Condizioni GIORNO F NOTTE F VENTO: debole F forte F costante F raffica F PIOGGIA F
Descrizione dei luoghi e dell’intervento:
Generalità dell’edificio o del sito.
Tipologia: abitazione F    ufficio F    autorimessa F    impianto industriale F    cinema F    impianto sportivo F
teatro/locale di pubblico spettacolo F  ospedale/casa di cura F  luogo di culto F  biblioteca F  museo F  albergo F
banca F  scuola F  esercizio commerciale F  centro commerciale F  officina F  caserma F  cantiere F  strada F
zona rurale/extra urbana F   altro ____________________________________________________________________
Edificio o luogo: aperto al pubblico F dismesso/abbandonato F nel centro abitato F isolato F
Proprietario _______________________________________________________________________________________
Affittuario _______________________________________________________________________________________
Descrizione del materiale con presunto contenuto di amianto (MCA)
Matrice compatta/forte (materiali non friabili, compatti)
coperture F serbatoi F tubazioni F canne fumarie F quadri elettrici F condotti di areazione F pavimentazione F
pannelli F altro ____________________________________________________________________________________
Matrice debole (materiali friabili)
ricoprimento a spruzzo F rivestimenti isolanti F tessuti F cuscini F cartoni/feltri F funi e corde F guarnizioni F
altro ______________________________________________________________________________________________
Compatti: materiali duri che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l’impiego di attrezzi meccanici
Friabili: materiali friabili che possono essere facilmente sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice pressione manuale
Quantità totale stimata di MCA (superficie o volume) _______ m2
_______ m3
Quantità coinvolta stimata di MCA in condizioni di rilascio di fibre
(coinvolto in crollo rovinoso o deperito per azione dell’incendio) _______ % sul totale _______ m2
_______ m3
Immagini fotografiche o filmati F Prelievo di campioni F
n. campioni __________
effettuato da:
_____________________________________________
Il presente documento è ad esclusivo uso interno del C.N.VV.F, Non costituisce certificazione.
Valutazioni relative alla presenza di amianto funzionali all’interesse collettivo ed alla salute pubblica
dovranno essere effettuate esclusivamente dagli organi competenti.
Data
______________________
Il compilatore (qualifica e nominativo leggibile)
___________________________
Firma
__________________________
Codifica campioni
TESTO FONOGRAMMA tipo
AL COMUNE DI ____________
AI VV.UU. DEL COMUNE DI ____________
AL SERVIZIO DI IGIENE PUBBLICA E DI TUTELA DELL’AMBIENTE (ARPA)
ALLA ASL ‐ S.PRE.SAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di Lavoro, od altro servizio analogo
territorialmente competente)
ALTRI SECONDO ESIGENZA
e p.c.
ALLA DIREZIONE REGIONALE VVF ____________
ALTRI SECONDO ESIGENZA
FONOGRAMMA n ____________ del____________ scheda d’intervento n.____________
COMUNICASI CHE PERSONALE E MEZZI DI QUESTO COMANDO A SEGUITO DI RICHIESTA SONO INTERVENUTI
NEL COMUNE DI ____________    IN VIA ____________ PRESSO (capannone, impianto industriale, civile
abitazione, scuole ecc.)  DI PROPRIETA’ DI ____________ PER (incendio, crollo, incendio sterpaglia, verifica
ecc.), RILEVANDO LA PRESENZA DI MATERIALE DESTINATO IN ORIGINE ALLA FUNZIONE SPECIFICA DI
(COPERTURA, FACCIATA, RIVESTIMENTO TUBAZIONI, POSA A TERRA ECC.) CON SOSPETTA PRESENZA DI
AMIANTO IN MATRICE (compatta o debole).
(Solo in caso di incendi o crolli) SUL POSTO SI RILEVAVANO DEPOSITI A TERRA DI MATERIALI DI RISULTA A
SEGUITO DEL ( crollo, incendio) E MATERIALE DELLA STRUTTURA ANCORA IN OPERA CHE NON ASSOLVE ALLA
SUA ORIGINARIA FUNZIONE E PERTANTO DA CONSIDERARSI RIFIUTO.
OLTRE A QUANTO RILEVATO, POICHE’ NON E’ ESCLUSO CHE A SEGUITO DELL’EVENTO OCCORSO SI POSSA
DETERMINARE UN PEGGIORAMENTO DELLA SITUAZIONE RILEVATA, SI RITIENE NECESSARIO CHE CHI DI
DOVERE SVOLGA TUTTE LE VERIFICHE E GLI INTERVENTI DEL CASO NECESSARI PER LA MESSA IN SICUREZZA
DELL’IMMOBILE (o del sito).
NELLE MORE DI QUANTO SOPRA, A SCOPO CAUTELATIVO E PER QUANTO DI COMPETENZA, DOVRANNO
ESSERE ATTUATI I SEGUENTI PROVVEDIMENTI:
1. TRANSENNAMENTO DELL’AREA INTERESSATA
2. DIVIETO D’USO DEI LOCALI
3. INTERRUZIONE DI UTENZE
4. ALTRO ____________
QUANTO SOPRA A SALVAGUARDIA DELL’INCOLUMITA’ E DELLA SALUTE DELLE PERSONE E PER LA
PRESERVAZIONE DEI BENI.
p. Il Comandante Provinciale
IL FUNZIONARIO DI SERVIZIO
NOTE :
– IL TESTO DEL FONOGRAMMA IN PARTENZA SARA’ FIRMATO DAL FUNZIONARIO DI SERVIZIO
– COPIA DEL PRESENTE FONOGRAMMA SARA’ ALLEGATA ALLA SCHEDA DI INTERVENTO

 

REGISTRO ENTRATA CAMPIONI ‐ ANNO 2012
Data Nominativo di chi consegna Note
……………………………………………………………
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…………………………………………………………..……
Tipologia campione Nominativo di chi riceve
PROTOCOLLO attribuito dalla Direzione Regionale
n°  / 20
numero progressivo anno
applicare l’etichetta di controllo o compilare a mano ……………………………………………………………
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Data Nominativo di chi consegna Note
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Tipologia campione Nominativo di chi riceve
PROTOCOLLO attribuito dalla Direzione Regionale
n°  / 20
numero progressivo anno
applicare l’etichetta di controllo o compilare a mano ……………………………………………………………
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Data Nominativo di chi consegna Note
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Tipologia campione Nominativo di chi riceve
PROTOCOLLO attribuito dalla Direzione Regionale
n°  / 20
numero progressivo anno
applicare l’etichetta di controllo o compilare a mano ……………………………………………………………
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Data Nominativo di chi consegna Note
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Tipologia campione Nominativo di chi riceve
PROTOCOLLO attribuito dalla Direzione Regionale
n°  / 20
numero progressivo anno
applicare l’etichetta di controllo o compilare a mano ……………………………………………………………
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………………………………………………………………………
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Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco
di_____________
PROTOCOLLO attribuito dalla Direzione Regionale
n°  / 20 numero progressivo anno
applicare l’etichetta di controllo o compilare a mano
SCHEDA CAMPIONE 
DATA presa in CARICO

PERIODO o DATA di PRELIEVO
ORIGINE:

VV.F. 
n. scheda 
data 

ENTE 

altro 
LUOGO DI PRELIEVO



TIPOLOGIA DEL CAMPIONE

SOLIDI E AGGLOMERATI COMPATTI

MATERIALE FRIABILE E POLVERI

ALTRO 
CAMPIONE
DESCRIZIONE, stato in cui perviene e notizie utili 


prelievo disposto da: 
prelievo effettuato da: 
identificativo apposto al momento del prelievo (eventuale) 
verbale di prelievo del campione
NO –
SI (allegare)
divisione del campione in più aliquote
NO –
SI . aliquote
consegnate ad enti esterni
NO –
SI (relazione allegata)
PROCEDIMENTO PENALE:
NO
SI N° 
procura di 

NON NOTO
TRATTAMENTO DEL CAMPIONE
DATA…………… FIRMA ………………. OPERATORE…………………………..
……………………………………………………………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………………………………………………………………….

CONSEGNATO a …………….…………….. ………………… ………………….……………… .……..……….. operatore firma data

DISTRUTTO ………………… ………………….…………….. .……..………..
operatore firma data

 

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