Attrezzatura in dotazione ai vigili del fuoco. La Motosega

La motosega è dotata di: Protezione delle mani all’impugnatura anteriore e posteriore
Frenocatena Protezione da infortunio da contraccolpo”kickback”

Prima e dopo l’uso Controllare integrità scudo freno catena e bloccocatena;
Controllare solidità e corretto montaggio barra guida catena;
Controllare tensione catena;
Controllo dei leverismi;
Eliminare i residui di lavorazione, dalla lama e dai getti olio;
Rifornire i serbatoi di olio(lubrificazione della catena) e di miscela;
Controllare l’efficienza dei dispositivi di sicurezza;
Affilare i denti taglienti della catena;

Durante l’uso. Predisporre un idoneo presidio sanitario e antincendio;
Effettuare sempre la verifica dello scenario incidentale;
Assicurarsi che gli oggetti da tagliare siano stabili;
Verificare che non ci siano, nel raggio d’azione, persone non necessarie .
Assicurare la massima libertà di movimento durante l’utilizzo.
Non avviare la motosega se la catena si trova in un’apertura di taglio.
Trasportare la motosega con lama posta indietro.
Lavorare in accelerazione, assumendo una posizione stabile e sicura
Durante l’uso Con la motosega è possibbile effettuare tagli orizzontalie verticali.
Rischi Tagli durante il montaggio catena e controllo tensionamento;
Lalacerazione o amputazione di arti;
Proiezione di materiale(schegge di legno,sassi,terra,chiodio ferri)
Rottura della catena con conseguente proiezione della stessa;
Ustioni per contatto con parti surriscaldate
Schiacciamento a seguito di caduta incontrollata dell’albero
L’operatore è esposto anche a rumore e vibrazioni;
Durante l’uso del motosega,oltre alla divisa da intervento,è obbligatorio l’uso di:
elmoocchiali (in dotazione sull’elmo), guanticalzature di sicurezza, completo antifiamma maschera antipolvere, cuffia aperta sia da parte del personale che impiega direttamente l’attrezzatura che da quello che lo assiste o che si trovi adoperare nelle sue immediate vicinanze.

La motosega, non appena il motore parte, produce gas di scarico nocivi che possono essere inodori e invisibili e contenere idrocarburi incombusti e benzolo. Non lavorare mai con l’apparecchiatura in locali chiusi o male aerati, neppure se dotata di catalizzatore. Lavorando in fossi, avvallamenti o in spazi ristretti, procurare sempre un ricambio d’aria sufficiente poiché esiste un pericolo di intossicazione da gas di scarico. In caso di nausea, cefalea, disturbi della vista (per es. riduzione del campo visivo), disturbi dell’udito, vertigini, ridotta capacità di concentrazione, cessare immediatamente il lavoro e trovare migliore ossigenazione. Cercare di limitare le emissioni acustiche e di gas di scarico evitando di lasciare acceso inutilmente il motore; accelerare solo per lavorare. Non fumare durante l’uso dell’apparecchiatura e nelle sue immediate vicinanze; dal sistema di alimentazione possono sprigionarsi vapori di benzina infiammabili. Le polveri di legno e il fumo prodotti durante il lavoro possono nuocere alla salute. In caso di forte presenza di polvere o di fumo, usare una adeguata protezione delle vie respiratorie. Se l’apparecchiatura ha subito sollecitazioni improprie (per esempio in conseguenza di urti o cadute), occorre assolutamente verificarne le condizioni di sicurezza prima di rimetterla in funzione. Controllare particolarmente la tenuta del sistema di alimentazione del carburante e la funzionalità dei dispositivi di sicurezza. Non continuare assolutamente a usare la motosega priva di sicurezza funzionale. In caso di dubbio, rivolgersi al rivenditore o a un tecnico autorizzato. Attenzione alle forze di reazione! La motosega può generare rimbalzi, trascinamenti in avanti e contraccolpi che possono generare ferite da taglio gravissime. Per ridurre il pericolo di rimbalzo (fig. 2): lavorare concentrati e in modo corretto, impugnare saldamente la motosega con entrambe le mani, tagliare solo a “tutto gas”, tenere sempre d’occhio la punta della spranga, non tagliare con la punta della spranga, prestare attenzione ai rami piccoli e tenaci e ai polloni, non tagliare mai più rami insieme, non lavorare troppo piegati in avanti, non tagliare al di sopra della linea delle spalle, introdurre con la massima attenzione la spranga in un taglio già iniziato, tagliare “a tuffo” solo se si conosce perfettamente la tecnica, fare attenzione alla posizione del tronco e alle forze che potrebbero chiudere la fenditura del taglio e bloccare la catena, lavorare solo se la catena è ben affilata e adeguatamente tesa. figura 2

  Per ridurre il pericolo di trascinamento in avanti: durante il taglio con il lato inferiore della spranga (fig. 3), piazzare sempre saldamente l’artiglio. figura 3 Per ridurre il pericolo di contraccolpo: durante il taglio “rovescio” (cioè con il lato superiore della spranga – fig. 4) non incastrare il lato superiore della spranga, non torcere la spranga nel taglio. figura 4 Operazioni di taglioNon lavorare in semi-accelerazione perché in tale regime il grilletto di regolazione risulta manovrabile più difficilmente. Usare sempre la spranga più corta possibile; catena, spranga e rocchetto devono essere compatibili tra loro e con la motosega. Non esporre nessuna parte del corpo lungo il prolungamento della linea di azione della catena (fig. 5). figura 5 Estrarre la motosega dal legno solo con catena in movimento, non tagliare dal basso rami che penzolano. Non usare l’apparecchiatura per fare leva o per spostare rami, radici o altro. Prestare particolare attenzione nel taglio di legname scheggiato, potrebbero esserci trascinamenti e proiezioni dei frammenti di legno. Attenzione a tutti i materiali che non sono legno o a base legnosa e ai corpi estranei presenti nel legno: oggetti tipo chiodi, sassi, ecc. potrebbero far rimbalzare la motosega verso l’alto.

 In caso di tagli su pendii, stare sempre a monte o a fianco del tronco o dell’albero disteso (fig. 6); in tale situazione, se posizionati a valle, si potrebbe essere travolti dal tronco (o da un pezzo di tronco) che può rotolare appunto verso valle. figura 6 In caso di lavori in quota: usare sempre una stabile e regolamentare piattaforma di sollevamento, non lavorare mai su una scala, né tantomeno sull’albero che si sta tagliando o su uno prossimo, non tagliare da appoggi instabili, al di sopra della linea delle spalle, con una mano sola. Non lavorare mai senza l’artiglio; la motosega può strattonare l’operatore in avanti. Prestare particolare attenzione quando il taglio sta per terminare: nel momento di uscita della lama dal legno, perché giunta alla fine del taglio, la motosega non è più sostenuta dal legno e quindi l’operatore deve essere pronto a sostenere completamente il peso dell’attrezzatura senza perderne il controllo. Operazioni di abbattimentoQuesta operazione è consentita solo ad operatori addestrati ed esperti. Se esistono, seguire le norme specifiche del paese per la tecnica di abbattimento. Nell’area di lavoro non possono trovarsi persone non autorizzate, ma solo gli addetti all’abbattimento; verificare preventivamente che nessuno possa essere messo in pericolo dalla caduta dell’albero, poiché richiami o avvertimenti sonori potrebbero non essere uditi a causa del rumore emesso dal motore. Tutti coloro che presenziano nell’area di lavoro devono trovarsi ad una distanza pari ad almeno 2,5 volte l’altezza dell’albero che deve essere abbattuto (fig. 7). figura 7

 Determinazione della direzione di caduta e delle vie di fuga (fig. 8)Per determinare la direzione di caduta scegliere bene i varchi tra la vegetazione esistente tenendo conto dei seguenti fattori: pendenza naturale dell’albero, ramificazione, crescita asimmetrica, difetti del tronco, direzione e velocità del vento (in presenza di vento teso non effettuare assolutamente operazioni di abbattimento), direzione dell’inclinazione del terreno, alberi vicini, eventuale carico di neve, stato di salute dell’albero. Per la determinazione invece delle vie di fuga: predisporre vie di fuga per ogni addetto (obliquamente a circa 45° in direzione opposta alla direzione di caduta), liberare le vie di fuga, eliminando ogni ostacolo, sistemare attrezzi ed apparecchiature a debita distanza e non, ovviamente, sulle vie di fuga, in caso di abbattimento su pendio, predisporre le vie di fuga verso la salita, tenere d’occhio rami penzolanti e chioma. A – direzione di caduta B – vie di fuga figura 8 Preparazione dell’area di lavoro intorno al troncoLiberare l’area di lavoro intorno all’albero da abbattere da rami, sterpaglia e da ogni ostacolo che potrebbe risultare di intralcio, al fine di trovare posizioni sicure per ogni addetto. Fare una ottima pulizia preliminare della base del tronco, liberarlo da terriccio, sabbia, sassi e altri corpi estranei che potrebbero determinare malfunzionamenti della motosega. Eliminare eventuali grosse cordonature delle radici, partendo dalle più grandi per finire con quelle più piccole; incidere prima in senso verticale e poi in senso orizzontale (fig. 9).
Determinazione della tacca di abbattimentoLa linea di abbattimento tracciata sulla cappottatura e sulla carenatura della ventola della motosega (linea perpendicolare alla spranga – figura 10) consente di visualizzare la direzione di caduta durante l’incisione della tacca. figura 10 Nel preparare la tacca, orientare la motosega in modo tale che la linea di abbattimento sia orientata esattamente lungo la direzione di caduta voluta. Per realizzare la tacca di abbattimento C (che determina la direzione di caduta), procedere nel modo seguente (fig. 11): figura 11
praticare prima il taglio orizzontale, controllando con la linea di abbattimento la direzione di caduta, praticare il taglio obliquo, inclinato di 45° circa, controllare la tacca e, se necessario, correggerla. Da non dimenticare: la tacca di abbattimento deve formare, sul terreno, un angolo retto con la direzione di caduta, deve essere eseguita il più possibile vicino al terreno, l’incisione deve avere una profondità compresa tra 1/5 e 1/3 del diametro del tronco. Tagli dell’alburnoPer le essenze a fibra lunga, al fine di evitare che durante la caduta il tronco si scheggi o si sfilacci, è opportuno incidere l’alburno (la parte legnosa più giovane del tronco, si trova subito sotto la corteccia ed è la parte dove scorre la linfa grezza) sui due lati del tronco stesso, all’altezza del fondo della tacca di abbattimento e fino alla profondità di 1/10 circa del diametro del tronco e, nel caso di tronchi più grossi, al massimo fino alla larghezza della spranga (fig. 12). figura 12 Taglio di abbattimentoPrima di iniziare questo taglio avvertire tutti lanciando, a motore spento, l’avvertimento: “Attenti, taglio di abbattimento!” e sincerarsi che tutti lo abbiano udito. Eseguire il taglio di abbattimento D qualche centimetro sopra il taglio orizzontale della tacca (fig. 13); tale taglio deve essere esattamente orizzontale e fra questo taglio e la tacca mantenere uno spessore pari a circa 1/10 del diametro del tronco (tale spessore si chiama “cerniera” ed è indicato con E nella fig. 14).
 Appena concluso il taglio di abbattimento inserire tempestivamente idonei cunei nel taglio stesso (solo cunei di legno, di lega leggera o di plastica). Nota: la cerniera guida l’albero durante la caduta, per tanto non inciderla mai durante il taglio di abbattimento poiché potrebbe essere alterata la direzione di caduta. Sui tronchi marci lasciare una cerniera più larga. Taglio di abbattimento per tronchi piccoli (taglio di serie semplice)Puntare l’artiglio appena dietro la cerniera (fig. 15), spostare la motosega facendo perno su questo punto. Attenzione a non intaccare la cerniera! figura 15
 Taglio di abbattimento per tronchi grandi (taglio di serie progressivo)Si esegue quando il diametro del tronco è maggiore della lunghezza di taglio della motosega; è detto anche taglio a più settori (figg. 16 e 17). figura 16 figura 17 Primo taglio (1): la punta della spranga va fatta penetrare nel tronco dietro la cerniera, facendo attenzione a guidare la motosega in senso esattamente orizzontale con un raggio d’azione il più ampio possibile, sempre facendo perno sull’artiglio, posizionato in un punto tale da non far arrivare la catena a contatto con la cerniera (fig. 16). Taglio successivo (2) e inserimento del cuneo (3): durante l’avanzamento verso il taglio successivo, inserire la spranga completamente nel taglio precedente per evitare che il taglio sia irregolare, piazzare di nuovo l’artiglio e così via (fig. 17). Taglio finale (4): comportarsi esattamente come per il taglio semplice (fig. 17). Attenzione a non intaccare la cerniera! Tecniche di taglio particolariIn casi molto particolari è possibile eseguire tagli speciali come il “taglio di incisione” e il “taglio a tuffo”; nell’ambito attualmente trattato, qualora si presentasse la necessità di eseguire tagli del genere, sarà utilizzata una ditta specializzata. Operazioni di sramaturaQuesta operazione deve essere eseguita solo da operatori addestrati ed esperti. In tal caso occorre usare una motosega con catena a rimbalzo ridotto, possibilmente appoggiare la motosega, non sramare stando sul tronco, non tagliare usando la punta della spranga, prestare attenzione ai rami in tensione o piegati, tagliare sempre un ramo per volta. Operazioni di taglio di legno sottileUsare, se possibile, un dispositivo di bloccaggio (cavalletto) robusto e stabile, non bloccare il legname con i piedi, non consentire ad altri di bloccare il legname, né di aiutare in altri modi.
 Taglio di tronchi in tensione a terra o in piediSeguire assolutamente la giusta sequenza di taglio (figg. 18 e 19); prima eseguire il taglio sul lato in compressione (1) e poi eseguire il taglio sul lato in trazione. Il mancato rispetto della sequenza potrebbe bloccare o far rimbalzare la motosega. figura 18 figura 19 Nel caso di fig. 18 il taglio sul lato in trazione (2) deve essere eseguito dal basso verso l’alto (taglio rovescio) al fine di evitare il pericolo di contraccolpo. Operazioni di taglio orizzontaleIn questo caso non può essere utilizzato l’artiglio e per tanto il pericolo di trascinamento in avanti aumenta; puntare la spranga con l’angolo più piatto possibile (fig. 20), procedere con particolare prudenza poiché anche il pericolo di rimbalzo è notevole. figura 20 2.9 Vibrazioni Durante l’uso prolungato del motosega le vibrazioni possono causare disturbi circolatori nelle mani (“malattia della mano bianca”). Non è possibile fissare una durata dell’impiego valida generalmente, perché essa dipende da diversi fattori. La durata dell’impiego può essere prolungata da un corretto riparo delle mani (guanti caldi) e da adeguate pause e può essere ridotta da particolare predisposizione personale a difetti di circolazione (dita spesso fredde, formicolii, ecc.), bassa temperatura esterna, entità della forza di presa (una presa forte ostacola la circolazione del sangue).
 Con un uso abituale e prolungato dell’apparecchiatura, e la frequente comparsa dei sintomi connessi (per esempio formicolii), è raccomandabile una visita medica di sorveglianza sanitaria. 2.10 Manutenzioni e riparazioni Fare periodicamente la manutenzione dell’apparecchiatura. Eseguire soltanto le operazioni di manutenzione e di riparazione riportate nelle istruzioni d’uso e di sicurezza. Fare eseguire da un rivenditore autorizzato tutte le altre operazioni. Il costruttore solitamente consiglia di fare eseguire le operazioni di manutenzione e le riparazioni solo presso il rivenditore autorizzato. I rivenditori autorizzati vengono periodicamente aggiornati e dotati di informazioni tecniche. Impiegare solo ricambi di prima qualità altrimenti vi può essere il pericolo di infortuni, o di danni all’apparecchiatura. Per informazioni in merito rivolgersi a un rivenditore. Usare solo ricambi originali; le loro caratteristiche sono perfettamente adatte all’apparecchiatura e soddisfano le esigenze dell’utente. Per le riparazioni, la manutenzione e la pulizia spegnere sempre il motore e staccare la connessione della candela, eccezion fatta per la registrazione del carburatore e del minimo. Con raccordo candela staccato o con candela svitata, avviare il motore con il dispositivo di avviamento solo quando il cursore marcia-arresto/interruttore Stop si trova su STOP o su 0 poiché potrebbe esserci pericolo d’incendio per scintille che fuoriescono dal cilindro. Non fare la manutenzione dell’apparecchiatura né conservarla vicino a fiamme libere. Verificare periodicamente l’ermeticità del tappo serbatoio carburante. Impiegare solo candele integre omologate. Controllare il cavo di accensione (isolamento perfetto, collegamento saldo). Verificare che il silenziatore sia in perfette condizioni. Non lavorare con il silenziatore difettoso o assente; questo può provocare pericolo d’incendio e di danni all’udito. Non toccare il silenziatore molto caldo: esiste pericolo di ustioni. Le condizioni degli elementi anti-vibrazione influiscono positivamente sull’effetto delle vibrazioni, pertanto controllare periodicamente tali elementi. Pur avendo indicato nella presente istruzione una serie di nozioni precise e certamente utili, l’operatore non può lavorare con l’apparecchiatura in oggetto prima di aver consultato e compreso le istruzioni d’uso e di sicurezza proprie del modello specifico affidatogli.
 

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