La Schiuma per gli incendi di Classe A

In questi ultimi anni più che mai nel nostro dipartimento si stanno utilizzando agenti
schiumogeni sugli incendi di Classe A e cioè sui solidi combustibili nella varie forme
che esso presenta tra strutturale e di vegetazione. Investigando tra i colleghi
sorgevano delle problematiche dopo l’utilizzo come le riaccensioni. Infatti molti
colleghi omettevano alcuni punti cardine sulle caratteristiche della schiuma stessa.
Dopo aver letto numerosi libri, articoli internazionali e parlato con luminari
internazionali del settore antincendi ed ovviamente fatto esperienza sul campo.
Vorrei condividere con voi, in questo articolo, i punti cardine per un buon utilizzo
della schiuma sugli incendi di Classe A e questo deve essere fatto cominciando
dalla…

Storia della schiuma per Classe A
Durate il periodo compreso tra il 1930 ed il 1940 la schiuma fu valutata come essere
molto più efficiente nell’estinzione, della sola acqua in molti casi. Cmq la schiuma
era molto costosa e veniva miscelata all’acqua in alte percentuali perciò ne calò
l’interesse. Altri sviluppi successivi furono fatti intorno agli incendi di vegetazione
nel 1968 con l’avvento del primo sistema a schiuma ad aria compressa il CAFS.
Questo sistema risolse le problematiche relative all’approvviginamento idrico ma
non risolse le problematiche relative al largo trasposrto di sostanza estingunte, il
sistema dell’epoca utilizzava schiume al 3% e 6%. Lo sviluppo più consitente fu fatto
in Canada dove crearono una schiuma miscelabile dal 0.1 al 1% nel 1985. Questa
nuova concettrazione di schiumogeno permise un’espansione proprio sugli incendi
boschivi tra il 1980 e 1990 dove vi era un mino approvvigionamento idrico.
Successivamente si cominciò ad utilizzare la schiuma per gli incendi di struttura.

Cosa fà la schiuma.
La schiuma agisce su tutti i lati del triangolo del fuoco e questo lo fa in differenti
modi, cioè con differente intensità a seconda dell’espansione che io darò alla
schiuma. Infatti una schiuma ben areata ed espansa contiene, se vista al metro
cubo, meno acqua di una schiuma meno espansa e più liquida. Pertanto avrò effetti
differeti a seconda dell’espansione della stessa. Una schiuma più liquida avrà un
gran potere di raffreddamento ed una penetrazione maggiore all’interno del
combustibile solido. Una schiuma più espansa avrà un gran potere d’isolamento,
quindi isolerà il combustibile dall’ossigeno ed allo stesso tempo potrebbe
proteggerlo da un irraggiamento difendendolo dalle fiamme. Quando utilizzo una

schiuma areata su di un combustibile solido devo sapere un dato molto importate
chiamato tempo di drenaggio. Il tempo di drenaggio è indicato sulla targhetta del
prodotto concentrato e si riferisce al tempo che la schiuma impiega se areata in
bassa espansione per divenire nuovamente liquida. Come abbiamo detto la schiuma
raffredda se liquida in modo maggiore quindi, se io faccio un tappeto di ottima
schiuma in bassa espansione su di un combustibile solido compatto che brucia in
profondità, non farò altro che siggillare il combustibile e non avrò un gran potere di
raffreddamento fino a che il tempo di drenaggio (che varia a seconda anche della
temperatura dello stesso combustibile) trascorra e rilasci acqua e tensioattivo
all’interno del solido combustibile. Ovviamete potrebbe essere raffreddata solo la
parte superficiale. Quando la schiuma degrada il calore all’interno del solido e
l’ossigeno all’esterno si incontrano nuovamente e riprende la combustione.

Tipi di schiuma in bassa espansione
Come sappiamo bene vi sono varie tipologie di espansione della schiuma la bassa, la
media e la alta, quasi tutte le schiume per i Classe A sono versatili per tutte e tre le
tipologie. Ogni tipologia dovete sapere che ha un differete impiego ed un differente
tempo di drenaggio che rende l’acqua e tensioattivo (la soluzione schiumogena)
disponibile per il raffreddamento penetrando i corpi. Solo nella bassa espansione
che è compresa da 1 fino a 20 volte, molto versatile per i Classe A, vi sono dei sotto
gruppi che nelle altre tipologie di espansione non vi sono.
1. Soluzione schiumogena Espan. da 1:1: Chiara o simile al latte, povera di bolle
all’interno, molta acqua.
2. Schiuma Bagnata Espan. da 1:5: Acquosa, poco corposa, piccole bolle
all’interno e veloce tempo di drenaggio.
3. Schiuma Fluida Espan. da 1: 10: Simile a schiuma da barba, bolle medie e
piccole, scorre poco ed ha un tempo di drenaggio moderato.
4. Schiuma secca Espan. 1:20: Simile a schiuma da barba, bolle medie e piccole,
molta aria, si attacca alle superfici, tempo di drenaggio molto lento.
L’espansione è da 1 a 20 volte nelle tipologie da 1 a 4 ed il tempo di drenaggio va da
lento a veloce nelle tipologie da 4 ad 1 se si utilizza la stessa percentuale per tutti i
tipi, questo perchè modificando la percentuale di ignezione della schiuma
concentrata, modifichiamo anche il tempo di drenaggio, una schiuma allo 0.5 avrà
un tempo di drenaggio differente se all’ 1%. Chiarito questo concetto, l’utilizzo sarà
più efficace nella soppressione se usata liquida come un agente bagnante (che
vedremo dopo) e miscelata in bassa percentuale ES. 0.5%. D’altro canto un buon
isolamento sarà dato se espansa. Un fattore che influenzava il tempo di drenaggio era
l’utilizzo di acqua salata, molte schiume oggi però hanno risolto questo problema e
si possono miscelare con tutti i tipi di acque sia salata che dolce dando un buon
risultato.

Come creare la schiuma detta Finita.
La schiuma per essere creata deve essere miscelata nella corretta percentuale e poi
a questa miscela (la soluzione schiumogena) viene addizionata l’aria con sistemi
NAAFS – Nozzle Air Aspiration Foam Systems (da non confonedere con NAF – Nozzle
Aspiration Foam [Le lance che aspirano schiuma]) ed il famossisimo CAFS –
Compressed Air Foam System. Chiariamo prima però la parte di miscelazione della
schiuma, abbiamo alcune tipologie di moiscelazione che elencherò qui di seguito:
• Miscelazione a mano:E’ il metodo più pratico quando non si hanno tutti i
metodi seguenti a disposizione. Consiste nel miscelare in percentuale a mano
secondo la quantità d’acqua disponibile nella cisterna versando la quantità
corrispondente di schiuma concentrata, raggiungendo la percentuale
desiderata. Molto utile nei moduli boschivi sui pick-up.
• Miscelatore con effetto Venturi: Questo usa l’effetto venturi per aspirare la
schiuma concentrata che viene poi ignettata nel flusso della tubazione.
Generalmente non permette di raggiungere basse percentuali di miscelazione
i maniera corretta ottimo con le schiume per Classe B che hanno percentuali
maggiori. Questo è il metodo di miscelazione meno costoso sul mercato può
essere applicato in linea sulla tubazione o intorno la pompa.
• Proporzionatore a vesciche: Metodo meccanico di miscelazione poco
conosciuto. Consiste in un movimento dell’acqua che preme contro delle
vesciche flessibili che ignettano la schiuma concentrata nel flusso che esce
dalla pompa.
• Igniezione elettronica: Miscelazione accurata in funzione della portata in uso
che raggiunge percentuali molto basse ed accurate parliamo dello 0.1%.
Questo metodo di miscelazione già usato nei sistemi CAFS sta prendendo
piede anche nei nostri sistemi NAAFDS sostituendo l’ignezione venturi intorno
alla pompa che veniva erroneamente usata con portate basse creando sovra
alimentazioni di schiuma concentrata all’interno della soluzione schiumogena.
Ora passiamo all’areazione della soluzione schiumogena NAAFS e CAFS.
NAAFS: Le normali lance DMR senza tromboncino di areazione della soluzione
schiumogena possono rilasciare una schiuma molto umida, ideale per la rapida
soppressione dell’incendio. Ma purtroppo omette tutte le altre proprietà della
schiuma finita come l’isolamento e la capacità termoriflettente. Aggiungendo i
famosi tromboncini a bassa espansione possiamo raggiunegre una schiuma areata di
almeno 5:1 che abbia tutte le proprietà di cui abbiamo bisogno. D’altro canto se
usiamo un tromboncino a media espansione, questo crea una schiuma più secca e
cioè povera di acqua che ha altre proprietà come il forte isolamento, agrappandosi
anche al verticale proteggendo strutture o vegetazione (ottima in wet line). Questo
sistema di areazione è detto a bassa energia, la schiuma che esce non si proietta a
grande distanza.
CAFS: Questo è detto sitema a grande energia. La forza di reazione sulla lancia data
dall’aria compressa nella tubazione, proietta la schiuma e distanze incredibili. Il CAFS
produce schiuma iniettando aria compressa nella soluzione schiumogena misceta
prima tramite un sistema elettronico. Attraverso questo sistema è stato possibile
variare le percentuali di acqua, creando varie tipologie di schiuma viste sopra da
umida a secca con bolle omogenee. La tubazione è leggera la lancia deve avere un
ugello che sia 1⁄4 del diametro della tubazione se troppo piccolo si vanifica la qualità
della schiuma.
Vantaggi della schiuma per Classe A:
• L’addizione di dell’agente estinguente migliora le potenzialità dell’acqua.
Questo si è visto sia nei test che nell’attività quotidiana antincendio.
• Migliora l’efficienza nel rifornimento idrico dato che l’acqua disponibile e
migliorata dall’agente estinguente.
• Le schiume per Classe A sono miscelate a basse concetrazioni quindi i costi
sono molto bassi.
• La schiuma generata ha effetto su tutti e tre i lati del triangolo del fuoco.
Raffredda, sigilla e protegge.
• La schiuma in generale e specialmente quella generata con sistemi CAFS è
visibile ci denota bene la zona trattata da quella non trattata.
• Le esposizioni, specialmente nelle condizioni di interfaccia urbana sono
adeguatamente protette con laschiuma che si aggrappa alle superfici verticali
specialmente quella del CAFS se secca.
• La tubazione del CAFS è molto leggera riduce lo stress degli operatori.
• La schiuma per Classe A è utilizzabile anche sugli incendi di Classe B (deve
essere specificato se AR) con poca profondità e non lunghe accensioni. (Segue
sotto)
• La parte vincente delle schiume per Classe A è negli incendi di vegetazione ed
interfaccia urbana (vedi sotto)

Svantaggi della schiuma per Classe A:
• Ritarda le investigazioni fino a che la schiuma non drena.
• Nell’incendio strutturale interno può oscurare (imbrattare) la visiera della
maschera a pieno facciale dell’autorespiratore.
• Nascondere pericoli
• Può creare il rischio di scivolamento.
• Richiede addestramento
• Richiede equipagiamento aggiuntivo e costi di gestione (il CAFS in primis)
• Potrebbe essere corrosivo
• Può avere un impatto sull’ambiente (molti agenti Classe A oggi sono
biodegradabili al 100%).
• Potrebbero essere confuse le schiume Classe A con Classe B.
• Secondo la NFPA 11 l’aggiunta di un tensioattivo non riduce la portata critica
di flusso della tubazione d’attacco che deve rimanere conforme a 5L/min per
mq.
• Non ha un effetto superiore all’acqua nel raffreddamento dei gas super caldi.
Uso di schiuma Classe A in Incedi di vegetazione: La schiuma può essere usata per
creare delle Wet line ossia delle bariere di schiuma in media espansione che
rinforzano barriere naturali o artificiali per arrestare i fronti di fuoco e limitare
l’uscita dalla barriera. Può essere usata umida per la massima penetrazione negli
incendi sotterranei ed attacco diretto. Può essere usata in modalità “secca” per
proteggere la vegetazione verticale o strutture minacciate nell’interfaccia urbana o
come ritardante a breve termine.
Uso di schiuma Classe A negli incendi urbani: Può essere usata in ambienti dove vi è
un pericolo di crollo, la schiuma non sovraccarica di peso aggiuntivo la struttura.
Dove vi sono dei liquefabili come le plastiche molto difficili da penetrare una volta
raffreddate, o comunque in abienti dove possono essere presenti dei multimateriali
come nelle carrozzerie, aziende meccaniche e grandi magazzini per esempio.
Nell’attacco diretto interno per ragioni di sicurezza si deve mantenere la portata
critica di flusso dell’acqua di 5 Litri al minuto per metro quadro secondo la NFPA11
USA. Questo significa che se con la sola acqua servirebbero due tubazioni da 45mm
per l’estinzione in sicurezza con un rapido abbattimento, non si deve scendere ad
una tubazione perchè ho aggiunto un tensioattivo. Ottimo in incendi di autoveicoli
ed imperativo nell’attacco combinato di più tubazioni non si deve utilizzare l’acqua
sopra la schiuma, la drena più velocemente vanificando tutte proprietà estinguenti e
protettive delle bolle.
Incendi di liquidi infiammabili Classe B (non solventi polari) con schiume per i Classe
A: Le schiume per Classe A si possono considerare delle schiume multi scopo.
Generalmente ottime per gli incendi di Classe A esse, possono trattare moderati
sversamenti infiammati di Classe B con bassa profondità <25mm. Inoltre dobbiamo
avere delle accortezze come il metodo di applicazione. Sulla scheda del prodotto è
visualizzata la Classe di spegnimento dei liquidi infiammabili raggiunta, che secondo
la EN 1568 è quasi sempre IIIC ….
….che vuole dire?
Che si deve applicare in modalità indiretta (deflessa) se applicata diretta nel liquido
infiammabile acceso, la schiuma si distrugge, inoltre spegne dopo 5 minuti di
applicazione (quindi bisogna essere sicuri della quantità di schiuma concentrata
disponibile al momento, se no cambiare tattica) e ha un tempo di riaccensione del
25% della superficie del combustibile in 10 minuti. Questo perchè il tempo di
drenaggio delle schiume per Classe A rispetto a quelle per i Classe B è inferiore, essa
non darà una sicurezza post estinzione, su incendi di liquidi infiammabili profondi e
con lunghe pre accensioni. Quindi per trattare i Classe B in sicurezza, ci vuole una
schiuma per Classe B.

Le schiume Classe A e l’ambiente
Le nuove schiume per Classe A sono tutte amiche dell’ambiente perchè non
contengono tensioattivi fluorati che invece sono presenti nelle schiume per Classe B
(non nelle schiume Classe B dette Fluorine Free o F3) quindi non sono soggette alle
utime restrizioni dettate dall’ECHA – Agenzia chimica Europea. Infatti sono
largamente usate negli incendi forestali perchè biodegradabili.

Conclusioni
La schiuma per Classe A è stata usata per combattere gli incendi urbani e di
vegetazione da molti anni. Mentre per la lotta agli incendi di vegetazione sembra
molto chiara l’applicazione, non lo è per gli incendi urbani, sono molti i fattori da
considerare nelle differenti tipologie di strutture e materiali che si incontrano quindi
si deve avere un’attenta valutazione, dove i vantaggi dell’uso devono prevaricare gli
svantaggi e soprattutto capire le tipologia di schiuma finita che meglio occorre
all’intervento.
Riccardo Garofalo
Referenze
Foam VS Fire Class A Foam for Wildland fires; Class A Foam for Structural
Firefighting; Fire Service Manual 1; Principles of Foam Fire Fighting IFSTA;
Investigation on the gas-cooling effect of CAFS.

 

0 Comments

Leave a Comment

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register

fb_like3

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO. METTI UN MI PIACE!

DIVENTA FAN DE ILPOMPIERE.IT SU FACEBOOK

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: